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Gastronomia molecolare

Submitted by Pimpinella on Sab, 20/12/2008 - 10:47
Argomenti:
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La nascita della gastronomia molecolare è avvolta nel mistero. Alcuni sostengono che risalga al grande gastronomo francese Jean-Anthelme Brillat-Savarin, che nel 1825 ipotizzava una disciplina in grado di coniugare fisica e chimica del cucinare con la fisiologia del mangiare e il glorioso mondo dei sapori. Altri dicono che l'abbia creata il fisico della Oxford University Nicholas Kurti. Altri ancora sostengono che sia stata affinata con una serie di seminari tenutisi ad Erice all'inizio degli anni Novanta. Nessuno finora ha fornito prove convincenti e definitive.

Fatto sta che la via del consumo di massa la gastronomia molecolare l'ha trovata solo negli Stati Uniti e da qui adesso sta migrando verso le mense casalinghe. Qui, sempre più spesso, per ottenere patatine fritte di massima fragranza si dà loro una prima bollita prima di gettarle nella padella con l'olio. Questa tecnica, sviluppata da un anonimo esperto di culininaria, produce patate che sono croccanti all'esterno e soffici all'interno. Anche la sous vide, un piatto di carne bollita sotto vuoto spinto, che alla fine pare che uno l'abbia cucinato alla brace, esce da una delle tante cucine molecolari del paese e sta diventando di uso comume. "Le tecniche che vedono la luce nelle cucine dei ristoranti molto spesso finiscono col trovare la strada della cucina di casa", afferma Tim Ryan, presidente del Culinary Institute of America, "Questo è stato per esempio il caso del forno a micro onde".
Anatra all'autoclave, uova nitrostrapazzate, pancetta caramellata, conserva di tonno olio-aria, foie gras filato, gelati criogenici, torte frattali, wrapping edibili, saldature alla liquirizia, Martini fumanti: la fantasia dei gastromolecolaristi, nel concepire e realizzare pietanze che stupiscano il commensale e ne catturano il palato, non ha limiti. Nemmeno quelli posti dalla natura, i cui paletti vengono aggirati utilizzando strumenti come centrifughe, antigriddle - un fornello che congela invece di riscaldare - bagni di azoto liquido, autoclavi, gel elettroforesi e bagni a precipitazione. Il risultato? Carni che sebbene cucinate a fuoco lento, 60 o 70 gradi, sembrano essere state appena estratte dalla brace; gelati nei quali la granulosità è sparita e che hanno la stessa consistenza delle crème di pasticceria; asparagi che sanno di liquerizia; caviale ricavato dal ciccolato grazie all'uso di sostanze idrocolloidali.
I gastromolecolaristi per preparare le loro pietanze non solo usano una buona dose di attrezzature scientifiche e industriali, ma vivono il compito di creare nuovi sapori come un'impresa da laboratorio che mira a produrre - eccetto rare eccezioni - pietanze appetitose, dai sapori esotici e dai nomi distintamente post-industriali. La nuova tendenza, che in condizioni normali attrarrebbe solo un piccolo seguito di affezionati, in virtù di una serie di servizi stampa - ne hanno scritto dal settimanale Time al New York Times - negli Stati Uniti sta suscitando un notevole interesse di pubblico.

(Via la foto)
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