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Il gusto del cinema internazionale. In 100 e più ricette

Submitted by Pimpinella on Mer, 28/01/2009 - 20:20
Laura Delli Colli

Duecento ricette ispirate ad altrettante pellicole che hanno fatto la storia.

Dai maccheroni al pomodoro di Nando Moriconi in Un americano a Romaalla paella dei film di Almodovar,
dalla torta al cioccolato e peperoncino di Chocolat alle quaglie "en sarcophage" e al brodo di tartaruga del Pranzo di Babette, dal fegato alla veneta di Pane e tulipanialle polpette speziate delle Fate

LAura Delli Colli

ignorantidi Ozpetek. A proposito, per queste ultime ci vogliono cipolla, arancia e peperoncino, pollo, vitello, pangrattato, parmigiano e della polpa di mela. Mentre per ottenere il prodigioso pollo "Hogwarts" che mangiano i talentuosi studenti della scuola di magia di Harry Potter e la pietra filosofale ci vogliono 4 cosce di pollo, 50 grammi di burro, pangrattato, un ciuzzo di prezzemolo tritato e del sale.

Ugo Tognazzi: Afrodite in cucina

Submitted by Pimpinella on Gio, 03/07/2008 - 18:04
Afrodite in cucina

Ugo Tognazzi aveva fama di essere gourmet e valido cuoco, dopo L'abbuffone, nel quale l'attore racconta alcune esperienze gastronomiche e descrive ricette tradizionali e non, Afrodite in cucina (Marlin Editore, 15 euro), un libro double-face, con la prima parte ('Amore e fornelli') che indaga in maniera semiseria i rapporti fra il cibo e le donne, l'effetto dei piatti afrodisiaci e così via, e una seconda, molto più corposa e riuscita, con 200 ricette accompagnate da approfonditi suggerimenti per i vini da accoppiare. Ricette tradizionali e ricette di fantasia (talvolta anche nei nomi: risotto Satyricon, astice Platonico, capriolo Ammaliato...), piuttosto cariche di ingredienti come usava al tempo, da provare con curiosità.A corredo del tutto, poi, due brevi appendici, una dedicata ai cocktail, l'altra alle 'curiosità d'Afrodite'.

Ugo Tognazzi (Cremona 1922 - Roma 1990) esordì in teatro con la compagnia di Wanda Osiris, poi formò una celebre coppia comica con Raimondo Vianello. La sua carriera cinematografica ebbe inizio nel 1950. Nel 1961 diresse Il mantenuto, di cui fu anche protagonista. Tra il 1963 e il 1988 si dedicò al cinema satirico, lavorando per registi come Marco Ferreri (L’ape regina, 1963; La donna scimmia, 1964; Marcia nuziale, 1966; La grande abbuffata, 1973) e Dino Risi (I mostri, 1963; Straziami ma di baci saziami, 1968) e dando vita alle due fortunate serie di Amici miei (1976-1985) e Il vizietto (1978-1985). Alberto Bevilacqua lo diresse in due film tratti da suoi libri: La califfa (1970) e Questa specie di amore (1972). L’interpretazione in La tragedia di un uomo ridicolo (1981) di Bernardo Bertolucci gli valse la Palma d’oro come miglior attore al Festival di Cannes. Calciatore dilettante e gran tifoso del Milan, amava anche giocare a tennis, ma la sua vera grande passione era la cucina, per cui fu ospite e consigliere gastronomico di alcuni rotocalchi, direttore della rivista “Nuova Cucina” e autore di alcuni libri: L’abbuffone. Storie da ridere e ricette da morire (1974), Il rigettario. Fatti misfatti e menù disegnati al pennarello (1978), La mia cucina (1983), Afrodite in cucina (1984).

Cucinare è come la danza

Submitted by Pimpinella on Sab, 29/09/2007 - 21:19
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catherine_zeta_jones2

Catherine Zeta-Jones

Prima che iniziassero le riprese del suo ultimo film "Sapori e dissapori", in uscita in Italia, l'attrice gallese Catherine Zeta-Jones ha dovuto frequentare un corso di cucina. "Avevo tanti libri di cucina, ma non avevo idea da dove si cominciasse. E' come una danza, come una coreografia", ha rivelato alla rivista tedesca "Gala".
Nella pellicola Catherine interpreta Kate, una rinomata chef di un ristorante alla moda di Manhattan. Kate Armstrong vive esattamente nello stesso modo in cui guida la cucina del raffinato ristorante 22 Bleecker di Manhattan, con una passione così insensata che affascina, ma nello stesso tempo intimidisce, coloro che le stanno vicino. Con una precisione mozzafiato, controlla tutte le febbrili attività della cucina, coordinando centinaia di pasti, preparando salse delicate, condendo e cuocendo ogni piatto con assoluta perfezione. Read more

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Food in Film Festival

Submitted by Pimpinella on Mar, 11/07/2006 - 23:52
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Food in film festival

Si è aperta ieri, con la mostra di uno dei grandi maestri italiani del '900, Mimmo Rotella, la terza edizione del concorso dedicato al rapporto fra cinema e cibo dal titolo 'Food in film festival'.

La mostra, aperta all'oratorio S. Sebastiano di La Morra, aprirà l'esposizione di decollages dell'artista recentemente scomparso. L’esposizione è stata curata dall'associazione culturale Il Fondaco e da Franco Bertaccini; si potrà visitare fino a domenica prossima dalle 16 alle 19,30. Info: info@foodinfilmfestival.it
Il primo film in concorso della rassegna dedicata a cinema e cibo sarà 'Gourmet club' di Juha Wuolijoki (Finlandia/Usa 2005, 65’): verrà proiettato stasera, alle 19 a Monforte presso il teatro Comunale. Il film racconta la storia di un medico che appartiene a un selettivo ed esclusivo gourmet club, in cui cinque soci scommettono soldi che andranno a chi di loro identificherà l’ingrediente che costituirà il piatto preparato dallo chef. Wuolijoki filmmaker, direttore e produttore indipendente, ha diretto un grande numero di opere per radio Theatre in Finalnadia. Ha conseguito un master in arte alla Helsinki University. Il suo cortometraggio 'Paulie' è stato selezionato in numerosi film festival.
Tanti amici e personaggi del mondo del mondo dello spettacolo si stringeranno intorno alla moglie e ai famigliari, domenica 16 luglio, alla giornata organizzata per ricordare Felice Andreasi. Il ricordo dell’attore di origini astigiane, si terrà al teatro Comunale di Monforte a partire dalle 16. Verranno proiettati spezzoni dei suoi film, oltre al cortometraggio 'Nanà' di Giuseppe Varlotta. Attore poliedrico, artista a tutto tondo, cuoco raffinato, Andreasi rappresenta soprattutto il territorio, il suo Piemonte cui era molto legato. Tutto il programma si può trovare sul sito (http://www.targatocn.it)
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Francis Ford Coppola: Vino, cibo, film.

Submitted by Pimpinella on Mar, 11/07/2006 - 23:34
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F.F. Coppola

Palo Alto, California - In una cucina piena di profumi fragranti di pomodoro fresco e formaggio fuso, Francis Ford Coppola prende una pala da pizza dal lungo, e toglie una pizza Napoletana dal forno.
Coppola, che di questi tempi è più impegnato, e con buon successo, nella "regia" di ristoranti, pubblicazioni, vino e alberghi, vede un legame fra il cinema e il mangiare. "Film e luoghi di vacanza, così come il bere e il mangiare, favoriscono la coesione fra gruppi di persone, unendole in un'attività divertente," dice. La carriera di Coppola come vitivinicoltore è iniziata circa 30 anni fa ed è ben documentata.

Coppola bottle

Assieme alla moglie Eleanor acquistò quello che restava di una delle grandi proprietà vinicole nella Napa Valley, la Tenuta Inglenook (Inglenook Estate),
e l'ha ristorata cambiando il nome in Tenuta Niebaum-Coppola (Niebaum-Coppola Estate), incorporandovi il cognome del fondatore di Inglenook, Gustave Niebaum.
Attualmente Niebaum-Coppola è una premiata casa vinicola che produce vini di qualità tipo il Rubicon, che si vende a $100 la bottiglia, oltre a linee più accessibili quali il Francis Coppola Presents (Regali) e Diamond (Diamante). http://www.winecountry.it

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Ugo Tognazzi L'Abbuffone

Submitted by Pimpinella on Dom, 09/07/2006 - 23:22
Tognazzi L'Abbuffone

Storie da ridere e ricette da morire - L'Abbuffone : autogastrobiografia, secondo una definizione dell'autore: Ugo Tognazzi.

I brevi racconti che aprono il volume, in particolare, rimandano all'Italia del ventennio (Sette scodelle di stipendio, La zia del brodo, Lingue e pernacchie di tanti anni fa, nel quale Tognazzi ricorda la Cremona del '39 e il suo periodo di lavoro impiegatizio in un salumificio, "la sola industria di chiara ispirazione agricola in una città totalmente agricola"), agli Anni Cinquanta dell'avanspettacolo e delle camere in Pensioni per artisti divise con Walter Chiari o Lauretta Masiero, e poi all'Italia del benessere e dell'abbondanza. Le ricette riflettono i cambiamenti d'epoca. Dalla poverissima ma sapiente minestra, dalla lingua in agrodolce e dal vino brulé si arriva alla carbonara alla panna, al filetto alla Strogonoff e alla frutta flambé: ricette, queste ultime, che risultano decisamente più datate nel loro gusto anni Sessanta e che tradiscono un ingenuo, e anche un po' pacchiano, desiderio di sprovincializzazione. Tra le pagine più interessanti, quelle che ricordano la lavorazione de La grande abbuffata, rivelatasi giorno dopo giorno, per il gruppo di attori gourmet che la interpretarono, un'occasione di riflessione sull'eccesso consumistico in un clima desolato da incubo. (http://www.lastampa.it)

L'ABBUFFONE
Ugo Tognazzi
Avagliano Editore, pp. 190, € 12

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