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Ferran Adrià: addio alla cucina

Submitted by Pimpinella on Lun, 26/11/2007 - 20:39
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Ferran Adrià

E' vero, Ferran Adrià, 45 anni, sta per spegnere forni e fornelli. Ancora un anno e il cuoco più celebre e celebrati al mondo, lascerà il lavoro e il mitico ristorante «El Bulli» di Cala Montjoy dove i posti sono già prenotati fino alla data dell'annunciata chiusura e nonostante il conto mai inferiore ai 300 euro (a persona).

Il «cocinero» che ha inventato la gastronomia concettuale, rivoluzionando la tecnica dei fornelli prima con il sifone poi con la pacojet, è appena tornato da una vacanza nei Caraibi. «Ho passato due settimane senza fare assolutamente niente, senza pensare a nulla - racconta - e mi sono chiesto: perché ritornare? Per fare che cosa?». Lo chef, scapolo d’oro, ha già battuto tutte le strade. Figlio di uno stuccatore, smise di studiare economia per provare la via gastronomica prima in ristorantini e bar di tapas poi come aiutante cuoco a El Bulli, divenuto trendy grazie alla sinistra al caviale del compianto scrittore Manuel Vázquez Montalbán. È rimasto l’Adrià di sempre, alla mano nonostante la fama.
Ferran Adrià

«Professionalmente posso essere importante - dice - ma non dimentico mai che vengo dal popolo, che sono uno come gli altri. Poi i miei amici e la mia famiglia mi fanno tenere i piedi per terra, sono sinceri e impediscono che diventi un presuntuoso idiota».
Definito il Dalí dei fornelli - per Time uno dei cento uomini più importanti nel mondo nel 2004 - lo chef che ha destrutturato persino i cocktail, aperto una catena di hamburgheserie («Fast Good»), insegnato alla schiera degli adulatori come fare da mangiare in dieci minuti (e persino farsi una tortilla usando un sacchetto di patatine fritte), sta inventando il suo ultimo menu che - nel ristorante aperto solo da aprile a ottobre - cambia ogni anno. La leccornia più recente, un delirio di sapori, è il «trucciolo di pancetta iberica virtuale con capsula d’olio d’oliva e consommé di pomodoro». Però Adrià non nasconde l’antico amore per il Sol Levante. «Quest’anno la Guida Michelin ha attribuito 191 stelle a Tokyo, il doppio di Parigi. La capitale del Giappone ha 160 mila ristoranti: è quella la città gastronomica più importante».(http://www.lastampa.it)

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