
La quinta edizione della manifestazione Antiquari nella Roma Rinascimentale, che occuperà lo splendido spazio del Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia, avrà luogo dal 16 al 24 ottobre 2010 e sarà aperta tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 20 e il venerdì fino alle ore 23.
Quest’anno il consolidato evento presenterà una bellissima novità. Nel chiostro adiacente e collegato al percorso espositivo di Antiquari, si terrà un importante evento enogastronomico, Cooking for Art, organizzato da Witaly, ideato da Lorenza Vitali e condotto da Luigi Cremona, noto giornalista gastronomo responsabile delle guide del Touring Editore di Alberghi, Ristoranti, Vini.
Cooking for Art proporrà due importanti momenti di Alta Gastronomia. Da sabato 16 a lunedì 18 ottobre si terrà il Premio al miglior Chef Emergente del Centro Italia.
I Migliori Chef Emergenti, arrivati in finale, saranno in gara e prepareranno i loro piatti di fronte alla giuria e agli spettatori.
Per gli appassionati un’ occasione imperdibile per scoprire e vedere da vicino chi sarà il nuovo Marchesi o Vissani degli anni duemila.
Dal 21 al 24 ottobre sarà la volta di GourmetHotel Collection. Le migliori strutture d’Italia, del Luxury Bed&Fine Dining, a rotazione, offriranno al pubblico un assaggio delle loro capacità di alta cucina.
Una kermesse di top Chef interverrà presentando la propria linea di cucina dal vivo, con una selezione di assaggi. Tre tipologie si alterneranno: giovedì 21 e venerdì 22, le Locande del Gusto, tra cui Caol Ishka Hotel, Casa Cecchi, Tenute Costa, ristoranti di charme con ospitalità e talvolta una propria produzione di vino, che rappresentano una formula più semplice, legata in genere al territorio e alle tradizioni.
Sabato 23 e domenica 24 i GourmetHotel, strutture più grandi, generalmente ubicate nelle metropoli, con standard di alto livello e ristorazione gourmet, come il Grand Hotel Principe di Piemonte, Hotel Caesius Thermae & Spa Resort, 1711 Contrada Resort
Oltre al cibo, protagonista è anche il vino. Infatti ad ogni struttura presente all’evento sarà abbinata una nota Azienda Vitivinicola, che presenterà il top della sua gamma.
La giornata di mercoledì 20 ottobre per la prima volta saranno invitate una selezione ristretta dei migliori agriturismi di Italia in collaborazione con Agriturist. Sarà una vera occasione per scoprire come anche questo settore abbia raggiunto un notevole livello qualitativo. Una ghiotta anteprima di GourmetHotel Collection!
Durante l’evento verrà presentata in anteprima la guida GourmetHotel Collection 2011, un libro elegante e prezioso, che diventerà il perfetto compagno di viaggi del gastronomo errante e raffinato. Una panoramica di 100 strutture scelte in tutta Italia alla ricerca del bello, buono e confortevole. Non tutte saranno, per motvi di spazio, presenti a Roma, ma la selezione che si esibirà offrirà un grande e vario spettacolo gastronomico di alto profilo.
L’inaugurazione dell’evento si terrà venerdì 15 ottobre, alle ore 20, con presentazione alla stampa, sempre presso il complesso monumentale S.Spirito in Sassia, e sarà anche una vera Anteprima dei sapori e dei vini che saranno poi presenti a Cooking for Art!

A Villa Santa Maria, (Abruzzo - CH) Patria dei Cuochi d'Italia, ormai da anni si fa portatrice di un evento che ha fatto la storia del nostro Paese; La Rassegna dei Cuochi. E' un appuntamento annuale che si svolge il secondo fine settimana di ottobre e che rappresenta la punta d'eccellenza delle manifestazioni gastronomiche della Valle del Sangro proprio per la centenaria tradizione nell'arte culinaria. Questa manifestazione è nata nel 1977 col nome di Sagra dei Cuochi, con l'obiettivo di radunare tutti i cuochi di Villa Santa Maria e dintorni, al fine di preparare piatti da esporre e da gustare. Da anni l'appuntamento con la Rassegna dei Cuochi prevede un cliché rigoroso per dare risalto agli aspetti peculiari e tradizionali della manifestazione. Numerosi sono gli appuntamenti: Religioso; con la processione commemorativa a San Francesco, il rito dell'accensione della lampada con l'Olio Votivo che a turno spetta alle Associazioni Regionali Cuochi provenienti da tutta Italia: Olio Votivo che manterrà accesa la lampada per 365 giorni… quest'anno è il turno del Friuli Venezia Giulia. Culinario; con isole gastronomiche dislocate lungo il borgo e il centro storico del paese, punti di degustazione di prodotti tipici e l'immancabile Buffet Dimostrativo vera e propria dimostrazione di "Arte" culinaria. Ricreativo; appuntamento con il folklore e spettacoli musicali di intrattenimento. La Rassegna inoltre è anche un momento durante il quale gli ospiti e visitatori possono conoscere i luoghi di San Francesco Caracciolo grazie ad un servizio di guide.
PROGRAMMA
VENERDÌ 9 OTTOBRE
Ore 18.00: Accoglienza della Delegazione F.I.C. "Unione Regionale Cuochi" del Friuli Venezia Giulia. Santa Messa e Cerimonia inaugurale con consegna Lampada Votiva a S. Francesco Caracciolo.
SABATO 10 OTTOBRE
Ore 9.00: Corso Umberto I°
Apertura "Percorsi del gusto" con prodotti tipici nel borgo del paese e "Mostra Mercato".
Ore 11.00: Piazza Martiri della Resistenza
"Il Tempio della pasta". Concorso gastronomico.
L'Ass. Cuochi Valle del Sangro interpreta DELVERDE sulle basi della Dieta Mediterranea.
Ore 15.30: Cortile Caracciolo
"La ricetta in diretta…" esibizioni di Chefs, Sommelier e Barmen.
Esibizione di "Flair Barmen Acrobatici".
Ore 20.30: Centro Storico
Apertura delle "Isole Gastronomiche".
Ore 20.30: Palazzo Caracciolo
Cena di Gala.
DOMENICA 11 OTTOBRE
Ore 9.00: Corso Umberto I°
Apertura "Percorsi del gusto" con prodotti tipici nel borgo del paese e "Mostra Mercato".
Ore 10.00: Formazione, studio, cultura: I.P.S.S.A.R "Giovanni Marchitelli"
Il più rinomato Istituto Alberghiero d'Italia apre ai visitatori.
Ore 10.30: C.so Umberto I°
"Performance di intaglio e decorazioni..." Inizio preparazione del buffet dimostrativo in diretta.
Ore 12.30: Piazza Martiri della Resistenza
Aperitivo preparato dai Barmen della sezione A.I.B.E.S. Marche, Abruzzo, Molise.
Ore 13.00: Centro Storico
Apertura delle "Isole Gastronomiche".
Ore 13.00: Palazzo Caracciolo
Pranzo a Palazzo.
Ore 15.30: Cortile Caracciolo
"La ricetta in diretta…" esibizioni di Chefs, Sommelier e Barmen.
Esibizione di "Flair Barmen Acrobatici".
Ore 15.30: C.so Umberto I°
Buffet dimostrativo in diretta: "Performance di intaglio e decorazioni...".
A cura dell'Ass. Cuochi Valle del Sangro
Ore 20.30: Centro Storico
Apertura delle "Isole Gastronomiche".
Ore 20.30: Palazzo Caracciolo
Cena di Gala.

Si condivide e si riporta integralmente
Tutti gli anni, non appena fa capolino la “S. Pellegrino World’s 50 best restaurants”, la classifica dei ristoranti più buoni del globo, stilata a Londra da un esercito di gourmet da tutto l’orbe terracqueo, si nota come anche i giornalisti esteri frequentino poco la nostra Penisola, finendo per venir più volentieri a mangiare sui deschi degli spagnoli sulla cresta dell’onda o dei soliti francesi. Il primo assoluto è ancora una volta El Bulli del catalano Ferran Adrià. E il secondo, anch’esso nuovamente, è il Fat Duck di Heston Blumenthal, reduce addirittura dall’intossicazione di decine di persone a Londra: voto d’incoraggiamento? Magari Blumenthal quest’anno, grazie all’ennesimo secondo posto (ma non si stufa mai di prendersi sempre e comunque l’argento? Un terzo posto mai? Un quarto? Un quinto trattabile?), si farà coraggio e cercherà di evitare lo spiacevole incidente di percorso, causato da un dipendente che si era beccato il norovirus.
E Ferran Adrià? È il cuoco forse più famoso del mondo. Per andare al suo ristorante ci sono liste d’attesa sfiancanti: per quest’anno è tutto prenotato, per il 2010 le liste si aprono a novembre. Sono due milioni le richieste che arrivano nel locale sulla Costa Brava ma i pochi eletti che riescono a sedersi a un tavolo alla fine pagano un conto di circa 200 euro, che in ogni caso non è nient’affatto sproporzionato alla fama del padrone di casa. Tutta questa ressa di clienti non dev’essere comunque sufficiente per una cucina piena di stagisti e collaboratori: il piatto piange, i conti non ridono. E allora, che ti escogità l’arcicatalano Adrià? Una pizzeria da aprire a Barcellona con suo fratello. La punta più rappresentativa della cosiddetta “cucina d’avanguardia” ispanica, per far cassa (e chi non ne ha bisogno, con questa crisi?) si puntella sull’italicissima pizza.
All’Osteria Francescana di Bottura trovi posto in uno o due giorni, e spendi circa 110 euro. Mangi bene, cucina innovativa, mai stanca, attenta alle materie prime locali (specie il Parmigiano, per cui Massimo ha una vera infatuazione da sempre). È uno dei migliori ristoranti d’Italia. Siamo sicuri che meritasse di essere solo tredicesimo? E Pinchiorri di Firenze, schiaffato addirittura al settantaduesimo posto, quindi fuori classifica? È un ristorante che ai gourmet stranieri dovrebbe piacere, perché è strutturato come un locale “americano”, curatissimo in ogni particolare, dal servizio alla cucina. Siamo sicuri che valga meno di qualche vecchia gloria nazionale francese presente in lista con punteggi decisamente lusinghieri? E il Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini di San Vincenzo (Livorno), che perde 16 posizioni? Una vasta parte di gastronomi non inesperti lo considera il ristorante più buono d’Italia: tutti incompetenti? Per altri il migliore è Massimiliano Alaimo, patron delle Calandre di Rubano (Padova), il più giovane chef tristellato della storia della Michelin: qui è quarantanovesimo. Non parliamo dell’altro grande d’Italia, Vissani, che non è nemmeno citato di striscio. E di Heinz Beck, un gigante che non è stato aiutato nemmeno dalla sua collocazione in un grande albergo romano.
I giornalisti italici presenti alle assise delle votazioni non hanno colpa: votando per regolamento non possono sbilanciarsi sui connazionali. Ma gli altri? Non penseranno magari di fare giretti più approfonditi qui da noi? Sappiamo che Vissani non è “comodo aereo”, ma l’Italia è così. Dobbiamo venir declassati solo perché non si arriva col metrò sotto casa dei cuochi? Meglio prendere queste classifiche così come sono: dei simpatici giochi e nulla più. (http://www.libero-news.it

Ignominia! Al rogo la guida. Riportiamo integralmente l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera:

Cominciata nel 1977 la festa, organizzata dal Comune di Villa Santa Maria, in collaborazione con la Federazione italiana Cuochi, ogni anno diventa un rito, un momento di grande emozione nel quale si ritrovano decine e decine di cuochi che, partiti da Villa Santa Maria, oggi operano a servizio nei più grandi alberghi e ristoranti, e nelle ambasciate e case nobiliari di tutto il mondo.

Si chiama "I Primi d'Italia" ed è il Festival Nazionale dei Primi Piatti. Pasta, riso, zuppe, gnocchi e polenta sono i protagonisti della maratona culinaria giunta alla X edizione, che avrà luogo a Foligno (Pg) dal 25 al 28 settembre. Una manifestazione appetitosa, unica nel suo genere, capace di promuovere tutto tondo la cultura del primo piatto in tavola. Il tema dei questa edizione è "tradizione ed innovazione". L'intero centro storico di Foligno vestito a festa, accoglierà degustazioni, lezioni di cucina, dimostrazioni di grandi chef, momenti di cultura e di spettacolo.
E sul palcoscenico agnolotti, bucatini, capelli d'angelo, spaghetti, eliche, farfalle, ravioli, conchiglie, penne e orecchiette ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un primo d'eccellenza. E tra gli appuntamenti alla scoperta della pasta spiccano quelli pensati per i bambini e gli incontri didattici per gli appassionati: i faccia a faccia con i grandi chef, le accademie del gusto e i master in primi piatti. Nella passata edizione le 25 location del centro storico, suggestivi luoghi medievali, (taverne storiche, chiostri, palazzi, ecc.) hanno servito 180.000 degustazioni utilizzando 12.000 kg di pasta per la preparazione di 625 nuove ricette. Impossibile mancare

Marie-Antoine Carême, detto Antonin nacque a Parigi nel 1783 da una famiglia poverissima. Bailly, il più celebre pasticciere dell'epoca, lo volle come suo apprendista all'età di sedici anni. Durante questo periodo, Carême, che non ha ancora imparato a leggere e scrivere, può finalmente dedicarsi alla propria istruzione e, autodidatta, inizia a interessarsi di architettura. Questa passione influenza anche la sua arte culinaria: le monumentali riproduzioni in zucchero di giardini e costruzioni antiche diventano presto famose in tutta Parigi. Inizia così una strepitosa carriera: cuoco di Talleyrand e di Napoleone, dopo la caduta di quest'ultimo Carême si trasferisce a San Pietroburgo, dove diventa lo chef dello Zar Alessandro I, e quindi parte per l'Inghilterra, a seguito del Principe di Galles. Gravemente ammalato, trascorre gli ultimi giorni della sua vita dettando dal letto le ultime ricette. Muore poverissimo all'età di quarantanove anni nel 1833.
Riferimento imprescindibile per appassionati dell'arte culinaria, Caréme codificò per primo l'alta cucina francese, giudicando sapori e odori nei loro reciproci rapporti, con una particolare attenzione all'estetica nella presentazione dei piatti. Tutti i segreti per una raffinata composizione dei pasti e l'arte della tavola sono rivelati nel suo testamento gastronomico, il trattato di cucina a cui Carême consacrò gli ultimi anni della sua vita.

A Udine Fiere dal 10 al 12 marzo è di scena la 4^ edizione di Alpe Adria Cooking - Festival di Alta Cucina per presentare le filosofie, le strategie e le innovazioni applicate all’alta cucina e per condividere attraverso le diverse esperienze, un momento di crescita culturale nell’universo della ristorazione di qualità.
Il Festival ospita una rosa di cuochi-relatori provenienti da sei nazioni: Austria, Croazia, Francia, Italia, Slovenia e Spagna rappresentando, attraverso la realizzazione dei piatto, le tendenze e gli stili e più innovativi dell’alta cucina. Il Festival è un vero e proprio workshop, con la preparazione dei piatti in aula e una serie di documentazioni visive informatiche a supporto delle varie tecniche, un evento rivolto ai cuochi professionisti, ma anche ai più ambiziosi gourmet e agli appassionati che non vogliono lasciarsi sfuggire la straordinaria opportunità di vedere dal vivo grandi chef in azione.
Aprirà il Festival Andrea Berton (Trussardi Alla Scala) friulano trapiantato a Milano, chef talentuoso che definisce la sua arte una “cucina di prodotto contemporanea” dove l’interpretazione delle materie prime predilige l’equilibrio e la pulizia dei sapori, seguirà l’intervento di Angel Leòn (Aponiente), una delle figure più note della cucina Andalusa, vero e proprio Read more

E' vero, Ferran Adrià, 45 anni, sta per spegnere forni e fornelli. Ancora un anno e il cuoco più celebre e celebrati al mondo, lascerà il lavoro e il mitico ristorante «El Bulli» di Cala Montjoy dove i posti sono già prenotati fino alla data dell'annunciata chiusura e nonostante il conto mai inferiore ai 300 euro (a persona).

«Professionalmente posso essere importante - dice - ma non dimentico mai che vengo dal popolo, che sono uno come gli altri. Poi i miei amici e la mia famiglia mi fanno tenere i piedi per terra, sono sinceri e impediscono che diventi un presuntuoso idiota».
Definito il Dalí dei fornelli - per Time uno dei cento uomini più importanti nel mondo nel 2004 - lo chef che ha destrutturato persino i cocktail, aperto una catena di hamburgheserie («Fast Good»), insegnato alla schiera degli adulatori come fare da mangiare in dieci minuti (e persino farsi una tortilla usando un sacchetto di patatine fritte), sta inventando il suo ultimo menu che - nel ristorante aperto solo da aprile a ottobre - cambia ogni anno. La leccornia più recente, un delirio di sapori, è il «trucciolo di pancetta iberica virtuale con capsula d’olio d’oliva e consommé di pomodoro». Però Adrià non nasconde l’antico amore per il Sol Levante. «Quest’anno la Guida Michelin ha attribuito 191 stelle a Tokyo, il doppio di Parigi. La capitale del Giappone ha 160 mila ristoranti: è quella la città gastronomica più importante».(http://www.lastampa.it)


Una donna è stata eletta per la prima volta in Francia chef dell'anno. Anne-Sophie Pic, che è stata scelta da una giuria di 8 mila chef citati dalla guida Michelin, aveva ricevuto nel febbraio scorso, a 37 anni, le tre stelle della guida, la sola donna attualmente in grado di fregiarsene in Francia.
L'elezione di Anne-Sophie Pic da parte dei suoi colleghi costituisce una 'prima' da quando è stato introdotto il premio dello chef dell'anno nel 1987. Lo scorso anno lo aveva vinto Thierry Marx, un cuoco 'iconoclasta' che propone una cucina molecolare.
"Inquieta e perfezionista", come lei stessa si è definita, la Pic è arrivata alla cucina dopo aver percorso altre strade professionali pur essendo figlia d'arte, in quanto dal 1889 la sua famiglia gestisce un prestigioso ristorante, la 'Maison Pic' a Valence. Nel febbraio, con la consegna delle tre stelle, la Pic era diventata la quarta donna ad ottenere la massima distinzione nella storia della Michelin dopo Eugenie Brazier e Marie Bourgeois nel 1933 e Marguerite Bise nel 1951.
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