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Del cibo pitagorico ovvero erbaceo

Submitted by Pimpinella on Lun, 02/10/2006 - 23:28
Cibo pitagorico

Si può fare alta cucina con ingredienti semplici e naturali? E' possibile sposare l'eccellenza gastronomica con la pitagorica sobrietà? E' dato declinare, di fronte alla somma prova dei fornelli, la propria cultura sotto la forma, prevalente, se non esclusiva, della verdura?
Il tema del ritorno a un'alimentazione leggera e naturale non è come troppo spesso siamo portati a pensare una prerogativa dei nostro mondo post-industriale, con le sue dosi spaventevoli di inquinamento e sofisticazione. Ecco il ricettario vegetale (1781) di un grande cuoco del Settecento che ci riporta al clima culturale - e non solo gastronomico - di un'altra grande svolta "salutista".
Basta con la sofisticata e pesante cucina di carne, recita quel principe della gastronomia meridionale e mediterranea che fu il pugliese Vincenzo Corrado. E' venuta l'ora di riscoprire, e di suggerire (imporre?) al palato dei commensali più esigenti e raffinati, "erbe fresche, radiche, fiori, frutta, semi, e tutto ciò che dalla terra si produce". Ciò vale innanzi tutto per i "Letterati", "li quali, applicati allo studio e alle scienze, poca digestione fanno". Ed è tutto un tripudio di sellari e finocchi, cedriuoli e carciofi, indivia e asparagi e cavoli e zucchine, debitamente guarniti di petrosemolo, salvia, targone ed erba cipollina.
Troneggiano, in questo trionfo della vegetale concinnitas (che non disdegna però brodi e condimenti al sapido gusto di carne), due ingredienti assolutamente nuovi nelle mani del Cuoco galante (così si intitola l'altra e più famosa opera di questo genio dell'arte culinaria, conteso al servizio delle migliori casate regnanti europee). Due protagonisti fino ad ora riservati alle mense plebee e destinati, di lì a poco, a sbaragliare il campo: il signor Pomodoro e la signora Patata. Provare per credere.

Uno strano morso ovvero sulla fagoterapia e altre ossessioni per il cibo

Submitted by Pimpinella on Mer, 12/07/2006 - 23:24
Massimo Roscia

Romanzo di esordio del giovane ma più che promettente Massimo Roscia, appassionato gourmet e già autore di numerose pubblicazioni tecnico-scientifiche, Edizioni della Meridiana di Firenze. Da leggere:

Un improvvisato venditore di manuali della fortuna, cinico, dissacrante, pigro, abitudinario, accanito fumatore, umorale, ansioso, a tratti nevrotico, soffre da sempre la mancanza di una madre e di una sana e corretta educazione alimentare e fa del disincanto e del disordine gastronomico il suo stile di vita. I suoi “azzardati abbinamenti dolce/salato e salato/dolce rappresentano un grave e ripetuto insulto alle più elementari norme del mangiar bene”. La sua esistenza sarà completamente stravolta quando conoscerà Franco Brenda, un grigio ed anonimo travet ministeriale. Dopo improbabili apparizioni di maialini al forno e cosciotti di agnello vivi, incontri fortuiti, indagini e pedinamenti degni del migliore investigatore privato, equivoci, sorprese e pranzi pantagruelici, scoprirà una nuova terapia, la fagoterapia o terapia del cibo, una cura rivoluzionaria, basata sul consumo equilibrato e consapevole di cibo e bevande, capace di giovare non soltanto al corpo, ma anche alla mente. La fagoterapia rimuove i grandi limiti culturali che considerano il cibo soltanto come insieme di caratteristiche biologiche e chimiche e la nutrizione come semplice istinto o pulsione irrazionale che si risolve in una serie meccanica di bocconi e in una sensazione finale di sazietà fisica. La fagoterapia classifica gli alimenti in base a precise categorie che ne determinano l’azione terapeutica: sapore, colore, essenza vitale che essi contengono. La qualità del cibo, la sua preparazione, i differenti modi e tempi di cottura sono le variabili necessarie a creare una proporzione ideale tra i sapori di base, i vari aromi ed il corpo e la mente che sono in procinto di accoglierli. La fagoterapia non è una semplice cura, la fagoterapia è passione. Ed il Nostro, vinta la diffidenza iniziale, si avvicinerà ai fornelli, inizierà a leggere ricettari e guide gastronomiche, si innamorerà della cucina, apprezzerà finalmente il gusto ed i sapori, scoprirà però come la passione per il cibo possa trasformarsi in ossessione. Un esilarante percorso a zigzag tra pietanze, fornelli, ricette, antichi manoscritti di gastronomia e, parallelamente, un’escursione tra ansie, nevrosi ed altri disturbi della psiche. Un viaggio tragicomico in un mondo in cui il cibo diventa centro di tutto.
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