
Non v'è chi non abbia, ogni tanto nella vita, desiderio di coccole.

Adelchi Scarano Cultore di autori greci e latini, interoga i classici sul tema delle abitudini enogastronomiche,
Il libro è suddiviso in cinque capitoli: tra storia e mito vengono messi in luce l'arte della cucina e quella del ricevere, il costante rapporto di godimento tra parola e cibo. Il tutto ambientato nel Mediterraneo, culla della civiltà. Dai rozzi banchetti di Odisseo, la cucina diventa un'arte dotata di regole e procedure proprie, di forza evocativa, tanto che i destini del mondo da sempre si decidono a tavola.

A tavola è sempre questione di gola. Basta scorrere la classifica del Bancarella Cucina dello scorso mese di ottobre: nei primi due libri il vizietto irrefrenabile è presente addirittura nel titolo. Il primo posto del podio infatti è andato a “Gola mater amatissima” frutto delle ricerche di Paolo Aldo Rossi, professore di Storia del pensiero scientifico allUniversità di Genova e Ida Li Vigni,docente di lettere al Liceo artistico Paul Klee, che si occupa del pensiero medico. Il libro mostra da un lato il legame fra arte culinaria romana e cucina medievale, dall'altro il disegno degli scenari produttivi,sociali e culturali che si delineano dietro la nascita dell'arte culinaria. “Sfata i vari luoghi comuni - ha osservato Ida Li Vigni - tra cui l'uso delle spezie come conservanti e quella relativa alla tarda introduzione della forchetta. Il libro si fa apprezzare anche per le numerose ricette tratte dalle fonti documentate dell'epoca”.

Ricette, curiosità, segreti di alta e bassa cucina, dall'insalata all'acqua, alla pastina in brodo della pensione, da Apicio a Michel Guérard, da Alexandre Dumas a Carlo Emilio Gadda, dal curato di Bregnier a san Nicolao della Flüe, con quattordici disegni di Saul Steinberg.

L'autore è Buzzi Aldo, l'editore: Adelphi

Storie da ridere e ricette da morire - L'Abbuffone : autogastrobiografia, secondo una definizione dell'autore: Ugo Tognazzi.
L'ABBUFFONE
Ugo Tognazzi
Avagliano Editore, pp. 190, € 12

Non grande ma Grandissimo gastronomo nonchè scrittore, Pellegrino Artusi trascorse gran parte della sua vita in Toscana frequentando il bel mondo dell'epoca, personaggi politici e scienziati, esercitando il commercio e l'attività bancaria.
La sua fama è legata soprattutto al libro "La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene (1891)", raccolta di ricette della cucina tradizionale, tuttora pubblicata e largamente venduta, che fu a lungo considerata anche un modello di perfetta lingua italiana.
Il merito più grande riconosciuto all'Artusi è quello avere operato una fusione fra la tradizione culinaria toscana e quella dell'Emilia Romagna inserendo suggestioni provenienti da altre regioni e da Paesi stranieri.
Per la prima volta veniva proposto un modello dove i rigorosi confini delle tradizioni culturali regionali, divise in Nord, Centro e Sud, venivano abbattuti per ricreare un insieme armonioso, in linea con il momento storico dell'unificazione nazionale.
La validità pratica delle ricette proposte e l'insieme ricco di aneddoti piacevoli, hanno reso fino ai giorni nostri la lettura dei manuali dell'Artusi particolarmente interessante.
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