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Coccole

Submitted by Pimpinella on Gio, 22/02/2007 - 01:06
coccole

Non v'è chi non abbia, ogni tanto nella vita, desiderio di coccole.

Voglia di cioccolato, voglia di non pensare più a niente, di dimenticare ogni convenzione dedicandosi solo a se stessi. Morbide coccole, quando una densa crema o un soffice ciuffo di panna montata sono il giusto coronamento a una giornata indimenticable. Voglia di fuggire lontano, voglia di varcare i confini di tutti i giorni e lasciare che la mente viaggi sull'onda di sapori di altre terre. Coccole piccanti, quando c'è bisogno di un pizzico di brio, per dare tono alla giornata e renderla più frizzante. Voglia di qualcosa di strano, voglia di provare qualcosa di nuovo e insolito, per liberarsi dalla noia e della routine. Coccole un po' alcoliche, quando è il momento di concedersi una piccola e innocente trasgressione che non può che far bene allo spirito. Dalla giornata più radiosa a quella più nera, ogni momento è buono per concedersi una coccola di più. edizioni PIEMME
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Luxuria: grammatica della cucina mediterranea

Submitted by Pimpinella on Ven, 02/02/2007 - 23:39
Luxuria

Adelchi Scarano Cultore di autori greci e latini, interoga i classici sul tema delle abitudini enogastronomiche,

da Eschilo a Erodoto, da Plinio a Marziale, da Petronio a Varriale. Con Seneca, arriva a concludere, dopo un lungo percorso, che «la fame non è ambiziosa, si accontenta di cessare»; la cucina è invece un fenomeno sociale complesso non riconducibile al bisogno di alimentarsi, anzi comincia proprio quando la fame finisce. I modelli di riferimento per le riflessioni di Seneca sono i suoi concittadini, che avevano adottato comportamenti alimentari guidati da una profunda et insatiabilis gula.

Il libro è suddiviso in cinque capitoli: tra storia e mito vengono messi in luce l'arte della cucina e quella del ricevere, il costante rapporto di godimento tra parola e cibo. Il tutto ambientato nel Mediterraneo, culla della civiltà. Dai rozzi banchetti di Odisseo, la cucina diventa un'arte dotata di regole e procedure proprie, di forza evocativa, tanto che i destini del mondo da sempre si decidono a tavola.

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Premio Bancarella Cucina

Submitted by Pimpinella on Ven, 01/12/2006 - 17:26
Argomenti:
premio bancarella  cucina

A tavola è sempre questione di gola. Basta scorrere la classifica del Bancarella Cucina dello scorso mese di ottobre: nei primi due libri il vizietto irrefrenabile è presente addirittura nel titolo. Il primo posto del podio infatti è andato a “Gola mater amatissima” frutto delle ricerche di Paolo Aldo Rossi, professore di Storia del pensiero scientifico allUniversità di Genova e Ida Li Vigni,docente di lettere al Liceo artistico Paul Klee, che si occupa del pensiero medico. Il libro mostra da un lato il legame fra arte culinaria romana e cucina medievale, dall'altro il disegno degli scenari produttivi,sociali e culturali che si delineano dietro la nascita dell'arte culinaria. “Sfata i vari luoghi comuni - ha osservato Ida Li Vigni - tra cui l'uso delle spezie come conservanti e quella relativa alla tarda introduzione della forchetta. Il libro si fa apprezzare anche per le numerose ricette tratte dalle fonti documentate dell'epoca”.

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L'uovo alla kok

Submitted by Pimpinella on Ven, 17/11/2006 - 19:49
L'uovo alla kok

Ricette, curiosità, segreti di alta e bassa cucina, dall'insalata all'acqua, alla pastina in brodo della pensione, da Apicio a Michel Guérard, da Alexandre Dumas a Carlo Emilio Gadda, dal curato di Bregnier a san Nicolao della Flüe, con quattordici disegni di Saul Steinberg.

l'uovo alla kok
Ricette da riprodurre facilmente per le proprie cene e altre su cui ridere. Così si possono leggere pagine che insegnano il corretto uso della graticola (San Lorenzo docet) e altre che spiegano come si deve cuocere la mitica piadina romagnola, e tutto ciò molto seriamente, ma in altre la "pastina in brodo della pensione" è lo spunto per un testo di rara comicità, così come esilarante è la spiegazione dello spezzatino alla zurighese con l'excursus sulla "volgarità" tutta italiana di unire carne e pomodoro. ( www.wuz.it)

L'autore è Buzzi Aldo, l'editore: Adelphi

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Ugo Tognazzi L'Abbuffone

Submitted by Pimpinella on Dom, 09/07/2006 - 23:22
Tognazzi L'Abbuffone

Storie da ridere e ricette da morire - L'Abbuffone : autogastrobiografia, secondo una definizione dell'autore: Ugo Tognazzi.

I brevi racconti che aprono il volume, in particolare, rimandano all'Italia del ventennio (Sette scodelle di stipendio, La zia del brodo, Lingue e pernacchie di tanti anni fa, nel quale Tognazzi ricorda la Cremona del '39 e il suo periodo di lavoro impiegatizio in un salumificio, "la sola industria di chiara ispirazione agricola in una città totalmente agricola"), agli Anni Cinquanta dell'avanspettacolo e delle camere in Pensioni per artisti divise con Walter Chiari o Lauretta Masiero, e poi all'Italia del benessere e dell'abbondanza. Le ricette riflettono i cambiamenti d'epoca. Dalla poverissima ma sapiente minestra, dalla lingua in agrodolce e dal vino brulé si arriva alla carbonara alla panna, al filetto alla Strogonoff e alla frutta flambé: ricette, queste ultime, che risultano decisamente più datate nel loro gusto anni Sessanta e che tradiscono un ingenuo, e anche un po' pacchiano, desiderio di sprovincializzazione. Tra le pagine più interessanti, quelle che ricordano la lavorazione de La grande abbuffata, rivelatasi giorno dopo giorno, per il gruppo di attori gourmet che la interpretarono, un'occasione di riflessione sull'eccesso consumistico in un clima desolato da incubo. (http://www.lastampa.it)

L'ABBUFFONE
Ugo Tognazzi
Avagliano Editore, pp. 190, € 12

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Pellegrino Artusi

Submitted by Pimpinella on Ven, 23/06/2006 - 23:38
Scienza in cucina e l'arte di mangiare bene

Non grande ma Grandissimo gastronomo nonchè scrittore, Pellegrino Artusi trascorse gran parte della sua vita in Toscana frequentando il bel mondo dell'epoca, personaggi politici e scienziati, esercitando il commercio e l'attività bancaria.
La sua fama è legata soprattutto al libro "La scienza in cucina e l'arte del mangiar bene (1891)", raccolta di ricette della cucina tradizionale, tuttora pubblicata e largamente venduta, che fu a lungo considerata anche un modello di perfetta lingua italiana.
Il merito più grande riconosciuto all'Artusi è quello avere operato una fusione fra la tradizione culinaria toscana e quella dell'Emilia Romagna inserendo suggestioni provenienti da altre regioni e da Paesi stranieri.
Per la prima volta veniva proposto un modello dove i rigorosi confini delle tradizioni culturali regionali, divise in Nord, Centro e Sud, venivano abbattuti per ricreare un insieme armonioso, in linea con il momento storico dell'unificazione nazionale.
La validità pratica delle ricette proposte e l'insieme ricco di aneddoti piacevoli, hanno reso fino ai giorni nostri la lettura dei manuali dell'Artusi particolarmente interessante.

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