
ll 2008 sarà l’Anno internazionale della patata iniziativa già inaugurata a New York il 18 ottobre scorso. A promuivere la coltura della patata nei paesi in via di sviluppo , da sostituire o meglio perchè vada ad integrare la produzione di cereali quali riso, mais, grano e l'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite).
Il riso rimane comunque di gran lunga il prodotto più coltivato, seguito dal grano, mentre le patate sono passate dai 30 milioni di tonnellate degli anni sessanta ai 120 milioni dei novanta. Secondo la Fao per la prima volta nel 2005 la produzione di patate nei Paesi in via di sviluppo ha superato quella dei Paesi industrializzati. Cina e India insieme rappresentano un terzo della produzione mondiale.
A favorire il consumo di patate è stato determinante il vertiginoso aumento dei prezzi di mais e grano, più che raddoppiati nell’ultimo anno a causa del dirottamento dei raccolti verso la produzione di biofuel.
A spingere inoltre i Paesi in via di sviluppo a coltivare il tubero è senz’altro il boom di richiesta di patatine fritte e chips da parte di Cina e Giappone, che hanno scoperto da poco questa famosa (e poco salutare) specialità culinaria proveniente dall’ovest.
Come c’era da aspettarsi, ad aumento di richiesta corrisponde un rialzo dei prezzi, e questo vale anche per la patata.
In linea di principio quindi l’iniziativa dell’Onu pare giusta, promuovere una coltura più sostenibile che possa alleviare le emergenze alimentari dei più poveri, ma in pratica sembra che favorisca gli appetiti di orientali che vogliono mangiare all’occidentale, quindi troppo e male.
Per la cronaca, l’Anno internazionale della patata è sponsorizzato da McCain Foods Limited, la società internazionale leader nel settore surgelati, maggior produttore mondiale di patatine fritte, snack e specialità a base di patate…(Fonte:The TimesFao.org)
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