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Curiosità

200 anni di scatolette

Submitted by Pimpinella on Mer, 04/08/2010 - 18:18
Argomenti:
Barilla
Era il 1810 quando due inglesi Donkin e Hall inventavano la scatoletta alimentare. Oggi, a distanza di 200 anni, questo particolare contenitore, ha dimezzato il suo peso (non esiste più il classico barattolo da mezzo chilogrammo) aumentando la componente riciclabile, raggiungendo il 77,5 per cento nel 2009.

Da una recente stima degli impatti ambientali, sociali ed economici del sistema raccolta-riciclo del metallo (dati forniti dall’Anfima) è emerso che da ogni tonnellata di acciaio riciclato si riducono i consumi energetici del 70 per cento, si risparmia 572 litri di petrolio e 1.8 tonnellate di CO2, pari al consumo di un’utilitaria che percorre 15.000 kilometri.

Solo nel 2009 in Italia sono state riciclate 355.000 tonnellate di acciaio, pari al 77,5 per cento di quanto è stato immesso sul mercato nazionale; il risultato va ben oltre l’obiettivo stabilito dall’Unione Europea, con un incremento sostanzioso rispetto ai risultati conseguiti nel 2008.
Anche i dati relativi all’alluminio sono assai confortanti: il 64 per cento viene recuperato e il 58 per cento riciclato pari a 38.500 tonnellate evitando così l’emissione di 400.000 tonnellate di co2, pari all’energia contenuta in 140.000 tonnellate di petrolio.

Sul sito www.mondodilatta.it è è possibile trovare tante ricette, servendosi esclusivamente dei cibi in scatola: per esempio, bastano due scatole di ceci, 1 porro, 1 carota, 1 gamba di sedano, 2 scatole di pomodori pelati, 2 foglie di salvia, 2 foglie di alloro, aglio per servire in pochissimo tempo una gustosa zuppa di ceci, con un filo d’olio extravergine d’oliva, su una croccante fetta di pane campagnolo. È possibile realizzare anche i dolci più complessi, come la bavarese, con gli ingredienti in scatola, dalle castagne ai biscotti.

Ricette facili e veloci pensate per chi non ha dimestichezza con i fornelli. Ma anche per i grandi cuochi: come Gianfranco Vissani che, insieme al consorzio nazionale acciaio, presenta il libro Il gusto segreto (le ricette sono su www.mondodilatta.it), nel quale afferma: «la scatola d'acciaio è la compagna leale del viaggio di ogni cuoco, la prima garanzia del successo culinario».
E c'è chi prende in giro i pluristellati chef, proponendo ricette per "impostori": si chiama Falsarius, l'anticuoco spagnolo con tanto di cappello da cuoco, ma nero, nasone e baffi finti, seguitissimo nel suo blog, ripreso da Marco Squizzato, il cuoco rompiscatole all'italiana (cerca su Youtube Rompiscatole in cucina).

Genuina ed economica. Per questo la cucina in scatola è stata selezionata dall’Onu nel progetto Chef contro la fame.

http://temi.repubblica.it/casa/2010/06/30/un-rompiscatole-in-cucina

foto http://www.academiabarilla.it

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Salse e salsine

Submitted by Pimpinella on Lun, 30/11/2009 - 20:38
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salse fast food

Tutte le salse da fast food, dalla "a" alla "z", le trovate qui:

http://condiment.portablefolkband.com/packets.php

Molto molto simpatica la raccolta.

Chef of Dogs - Chef of Cat

Submitted by Pimpinella on Mer, 25/11/2009 - 22:39
Argomenti:
cooking dog

«Chef of Dogs - Chef of Cats» è il primo corso on line che insegna ai padroni i menù più amati dai propri amici a quattro zampe. Sei le dispense preparate da esperti nutrizionisti allo scopo di insegnare a tutti coloro che amano i propri animali i piccoli segreti culinari per renderli più felici e allo stesso tempo per garantire loro una giusta, sana ed equilibrata alimentazione.
Per iscriversi al corso è sufficiente inviare i propri dati a liceodeglianimali@libero.it entro il 20 dicembre prossimo. L`inizio dei corsi è previsto per il mese di febbraio 2010.

(foto: http://blogs.jsonline.com/pets/archive/2008/05.aspx)

Scacco al re di cioccolato

Submitted by Pimpinella on Gio, 12/11/2009 - 07:22
Argomenti:
Scacco al re di cioccolata

VIII edizione Stra - Riviera del Brenta - Venezia. Villa Foscarini Rossi - Villa Pisani. 13 - 15 Novembre 2009
Villa Foscarini Rossi di Stra ospiterà l’ottava edizione del più goloso torneo di scacchi mai visto, dove 250 ragazzi e adulti si fideranno "mangiandosi" le pedine in purissimo cioccolato Valhrona, realizzate dal maestro cioccolatiere veneziano Dino Pettenò. Molti altri cioccolatieri però, saranno presenti per tutta la durata della manifestazione. Il tema di quest’anno per praline e tavolette è "Ripiene di Spirito". Oltre alla gara, degustazioni, incontri, laboratori per bambini e adulti e il primo concorso per pasticcieri "Panettone al cioccolato". Ma l’appuntamento da non perdere, come sopra accennato, sarà la partita di scacchi viventi in costume d’epoca e la successiva distribuzione al pubblico della grande scacchiera di cioccolato (domenica dalle 15.30)

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Foodies

Submitted by Pimpinella on Mar, 29/09/2009 - 19:06
Argomenti:
Foodies

Appassionatamente foodies. Questo è l’aggettivo che meglio racchiude l’atteggiamento dei circa 4,5 milioni di italiani nei confronti di tutto ciò che è cibo e buon bere. Non solo quando si siedono a tavola, ma anche quando fanno la spesa, cucinano, sfogliano una rivista di cucina o navigano su internet, alla ricerca di un ristorante o di una ricetta gustosa… Su tutto ciò che riguarda cibo e bevande i foodies sono “un po’ più” motivati e interessati … degli altri italiani. A partire, appunto, dall’interpretazione stessa dell’atto del mangiare: che per i foodies è soprattutto “un piacere da condividere con gli altri” (69,4%) e una “passione, ricca di significati ed esperienze” (64,2%). Mentre, assai più razionalmente, per gli altri italiani che non si riconoscono in questa definizione è soprattutto “fonte di energia e nutrienti indispensabili” (66,2%) e poter “mangiare quello che mi piace” (54,3%). Un gioco di opposti che si ritrovano nel corso di una ricerca Negroni/GPF dal titolo “Foodies: il cibo come passione di massa” . Tutto l'articolo

qui:

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Patate blu

Submitted by Pimpinella on Sab, 26/09/2009 - 13:37
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Patata blu

coltivata in Trentino in piccoli appezzamenti, spesso orti familiari,in quel di Vezzano, Margone, Fravegio, Cavedine, Lasino e in altre località della Valle dei Laghi. E’ una patata a prima vista normalissima. Potrebbe essere una Majestic o una Spunta, una Bea, Lisetta o altra delle numerose varietà di patate coltivate in Trentino. Straordinario è invece il colore della sua polpa: un blu marino più o meno marcato. Qui non ne conoscono il nome, ma la chiamano appunto la “Patata Blu”. La coltiva e ne conosce bene le caratteristiche il signor Albino Bressan di Margone che pare essere stato il primo a coltivarla nel suo campo fin da primi anni ’90. Bressan dice che le prime patate gli sono state portate dalla Svizzera dalla sorella che là lavorava in una fabbrica di orologi.

E’ una varietà che ama crescere e “lavorare” nel terreno tendenzialmente umido. Va seminata precocemente, già a marzo, in quanto ha una emergenza piuttosto lenta. Ha una fioritura spettacolare resa ancora più bella dal colore dei suoi fiori, che contrariamente a quasi tutte le altre varietà di patata, sono di un rosa delicato. Dalla Valle di Cavedine la patata blu in pochi anni ha conquistato terreno espandendosi, inizialmente a titolo di curiosità, in tutta la Valle del Sarca e fuori.

L’abbiamo vista la patata blu: è di media grossezza, molto produttiva, resiste alle malattie. In cucina la qualità è buona e tiene la fetta. Per il suo colore blu inizialmente il tubero prendeva per lo più la via dell’alimentazione animale(conigli e pastoni per polli galline ovaiole). Oggi è invece stata scoperta come base per i piatti della grande ristorazione.

Ad utilizzarla per primo è stato il titolare del ristorante “Fior d roccia” di Vezzano, Walter Miori, che ha avuto modo di presentare il tubero blu di Margone perfino in alcune trasmissioni televisive a cavallo del 2000. Miori ha elaborato alcuni piatti sfiziosi.

Lessata e tagliata a fette la patata blu fa da contorno ad un piatto di baccalà cotto al vapore e condito con olio extra vergine DOP del Garda, sale, pepe e qualche oliva nera.

Decisamente curioso e intrigante il piatto di purè che ne conserva il suo colore originario. La patata blu, fatta cuocere nel forno o friggere perde il colore e diventa mattone.

Ma il piatto principe dello chef del Fior di roccia è la patata blu, lessata, parzialmente svuotata a farne una scodelletta, riempita di “formai mizz” reso più morbido da un poco di mascarpone. E’ una chicca culinaria da fine pasto.

Questa varietà di patata meriterebbe quindi di essere maggiormente diffusa, coltivata e valorizzata per andare ad arricchire ancora di più il già ampio ventaglio delle specialità gastronomiche che il Trentino offre a quanti ne frequentano il so territorio.

http://www.asterisconet.it/news.php?n=3706

Focaccia Blues

Submitted by Pimpinella on Lun, 20/04/2009 - 20:34
Focaccia Blues

La storia, il film, la smentita, la smentita della smentita... La focaccia dunque sembra essere alla bufala senza mozzarella :( ma il film, uscito or ora, potrebbe essere anche carino data la presenza affettuosa di nomoni acchiappaspettatori come Arbore, Banfi, Placido etc. Chi vedrà, dirà.
Intanto leggete qui:
Nel 2001, ad Altamura, provincia di Bari, vengono inaugurati ben 550 metri quadri di McDonald's, doveva essere un vero trionfo

E invece, per questa ennesima filiale del fast food più celebre del mondo, arriva la Nemesi. Nei panni - tranquilli, apparentemente innocui - di Luca Digesù, di professione panettiere. Che, spinto anche da tale Onofrio Pepe, presidente di un'associazione costituita per tutelare la cultura alimentare locale, decide di osare l'inosabile. Di sfidare il gigante, e proprio a un passo da casa sua. In pratica, di aprire una piccola bottega di prodotti freschi, una focacceria, proprio accanto al megaristorante. Morale della favola: la concorrenza di Luca è spietata. E il colosso è costretto a chiudere i battenti: nel giro di un anno e mezzo, il fallimento è inevitabile.
E dunque non sorprende che la vicenda abbia interessato anche i media stranieri: non è storia di tutti giorni, che una focaccia (pugliese, nel caso specifico) affossi i Big Mac. Una classica vicenda di orgoglio regionale che ha spinto il regista Nico Cirasola, insieme ad Alessandro Contessa, a ricavarne un soggetto. Che poi è diventato la sceneggiatura di un film dal titolo Tu vo' fa' l'ammericano, che vede - nelle parti non documentarie ma di finzione - comparire, come attori, Onofrio Pepe, Luca Cirasola e Tiziana Schiavarelli. (Repubblica.it)

clara on aprile 15th, 2009

Sono nata e vivo ad Altamura e ci terrei ad informarvi che la storia del piccolo fornaio altamurano che sconfigge McDonald’s è completamente inventata. Bella, affascinante, intrigante ma completamente inventata.
Quando il piccolo fornaio ha aperto la sua rivendita, era già stato deciso di chiudere il McDonald’s di Altamura perchè ipertrofico. Abbastanza frequentato ma non a sufficienza. In città lo sapevano tutti e lo ha confermato subito dopo la chiusura il manager responsabile che ha ammesso l’errore di valutazione. Aspettavano solo che scadesse il contratto, due o tre mesi dopo. Occupava una superficie sconfinata, in centro, con un affitto elevatissimo. Figurarsi che ora nello stesso locale ci sono, comodamente, una banca ed un negozio di abbigliamento. A Bari, l’unico McDonald’s della città occupa una superficie dieci volte inferiore.
La trovata pubblicitaria per lanciare il piccolo fornaio, è frutto della mente vulcanica di un buontempone (che conosco molto bene) che ha fatto anche il giornalista per un importante quotidiano nazionale, che non esiste più. Spesso inventa notizie affascinanti, ma quasi sempre non ci crede nessuno. In questo caso la cosa gli è sfuggita di mano: prima ci è cascato (non so quanto in buona fede) un ex collega che l’ha pubblicata su di un famoso settimanale nazionale, poi ci è cascato un ignaro giornalista di Liberation e infine ci è (quasi completamente) cascato un giornalista del New York Times. La notizia ha fatto il giro del mondo ma, ripeto, era inventata. Sarebbe stato bello che fosse vera. Adesso fa comodo continuare a diffonderla anche perché ha un grande fascino: Davide che sconfigge Golia e cose simili. Diventare famosi fa piacere a tutti.
Ho due figli adolescenti e vi posso garantire che loro e tutti i loro coetanei, la focaccia non sanno neppure cosa sia. Preferiscono ingozzarsi con equivoci panini e pizzette scongelate (prodotte chissà dove con chissà cosa) in rumorosi locali sempre pienissimi. Nel locale di McDonald’s, almeno l’igiene era garantita, i lavoratori avevano un contratto, venivano pagati regolarmente e non erano sfruttati lavorando più del previsto. Nei locali che frequentano i nostri figli, tutto questo non è quasi mai vero. E lasciamo perdere anche la qualità di certi prodotti da forno venduti in alcune panetterie (compresa quella del piccolo fornaio).
Andate a vedere il film, ma sappiate che NON si basa su di una storia vera.

oloapmarchi scrive:
19 aprile 2009 alle 15:56

nel gennaio 2006, Rocco Moliterni dedicò al panettiere di Altamura un gran bell’articolo sulla Stampa, http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=50&ID_articolo=28&ID_sezione=75&sezione=Societ%E0 , al punto da pensare di premiarlo come artigiano a Identità Golose. non se ne fece nulla perché qualcosa nella storia non tornava, in pratica sui tempi di chiusura del fast food e di apertura della focacceria
quindi credo proprio che la signora Clara esista e abbia ragione(tra l’altro, credo anche di conoscerla).
solo a Milano conosco tre McDonalds che hanno chiuso e al posto di uno, alcuni mesi dopo, hanno aperto una gelateria. solo che se a Milano si scrivesse che un gelatiere ha sfrattato il colosso del BigMac verrebbe sbugiardato subito, mentre Altamura sembra stare su Marte per mancanza di riscontri certi
buon tutto

Cara signora clara,

la sua mail sembra sponsorizzata dal mcdonald’s! è proprio sicura che le grandi catene dei fast food servano cibo di qualità e che non vi siano forme di sfruttamento dei lavoratori nei grandi colossi?
Faccia mangiare la focaccia ai suoi figli e li educhi al gusto della qualità.
Il film l’ho visto ed è un piccolo gioiellino. Tra l’altro ospita al suo interno anche pareri favorevoli al mcdonald’s (gli anziani compravano la focaccia e poi andavano a mangiarla all’interno dei locali mcdonald’s per godersi il fresco dell’aria condizionata!). non c’è niente di preconcetto o ideologico e la storia è assolutamente vera!

Scritto da Giovanna, il 17 Aprile, 2009 at 23:17

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Maccheroni, testimonianze artistiche

Submitted by Pimpinella on Mer, 01/04/2009 - 21:07
Argomenti:
maccheroni alla chitarra

Nel 1500 Teofilo Folengo compone quelle pagine simpaticissime della sua poesia maccheronica: un misto di latino e di italiano in desinenze latine, in cui maccheronico era sinonimo di grossolano, contrapposto al linguaggio accademico dei dotti. Da allora e da lui per maccheronico si intende uno stile, un modo di porsi poco ortodosso, confusionario. S
enza voler tracciare una disamina di tutte le opere che trattano questo argomento, fa d’uopo segnalare il poema giocoso di Antonio Viviani pubblicato nel 1824 col titolo “Li Maccheroni “: tale opera è importante non solo perché vi si descrivono poeticamente le varie fasi della lavorazione della pasta, dalla farina al maccherone, ma anche perché per la prima volta compare la parola “spaghetti”.
Dal 1500 Caterina dei Medici diffonde in Francia l’uso della pasta; ignota la data di introduzione in Inghilterra, ma già nel 1700 era menzionata in un dizionario tecnico di quell’epoca, a cui risale anche una famosa commedia intitolata “ The Macaoni “. Alla fine dello stesso secolo si diffonde anche negli Stati Uniti d’America, introdotta grazie al politico Jefferson, che l’aveva conosciuta ed apprezzata in un suo viaggio in Italia, divenendone anche un buon consumatore o anche e soprattutto grazie ai molti emigrati italiani già presenti sul suolo americano.

(www.paginemediche.it)
La foto è di www.arssa.abruzzo.it
(quelli che altrove si chiamano maccheroni, in Abruzzo Rigatoni)

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La Compagnia del Paiuolo

Submitted by Pimpinella on Sab, 28/02/2009 - 22:47
Argomenti:
Paiolo

Della compagnia del Paiuolo ci parla lo storico Giuseppe Conti che nel 1902 pubblicò per l'editore Bemporad il volume Fatti e aneddoti di storia fiorentina.
"La compagnia fondata dal Rustici fu quella del Paiuolo. La compagnia del Paiuolo si compose di una brigata di galantuomini che si radunavano nelle stanze della Sapienza. Alle cene ed ai passatempi ciascuno dei dodici componenti poteva condurre fino a quattro persone; ed ognuno aveva l'obbligo di portarsi una cena di sua invenzione; e se si trovava che due avessero avuto lo stesso pensiero, eran condannati ad una pena a piacere del Signore, che era il capo. Questi raccoglieva tutte le cene portate e le distribuiva a suo talento.
Appena costituita la Compagnia del Paiuolo, Giovan Francesco Rustici diede una cena ai compagni; e per giustificarne maggiormente il titolo, fece portare nella stanza un tino, che per mezzo di ferri e staffe attaccò per un gran manico al soffitto; e di fuori lo accomodò benissimo con tele e pitture, che rendevan proprio l'idea di un enorme Paiuolo.
I compagni appena arrivati sulla soglia rimasero sorpresi ed applaudirono a questa bizzarra trovata; ed entrarono ridendo come matti nel tino, dove tutt'intorno c'erano i sedili e nel mezzo la tavola. Lassù dal soffitto, come attaccata al manico, pendeva una bella lumiera, che illuminava l'interno del paiuolo. Quando furono tutti a posto, la tavola si aprì e comparve un albero con molti rami ai quali erano ingegnosamente appesi due piatti colle pietanze per ciascuno invitato. L'albero spariva quando le prime vivande eran finite, e ricompariva via via con altre. Attorno al paiuolo vi erano i serventi, che mescevano preziosissimi vini..." (http://www.emmeti.it/Cucina/Toscana/Storia.html

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Falsarius Chef

Submitted by Pimpinella on Ven, 09/01/2009 - 23:01
Argomenti:
Falsarius Chef

Naso e occhiali finti, cappello e grembiule neri, baffi e bandana rossa legata al collo: che sia un cuoco sui generis lo si capisce al primo sguardo.
Il segreto di Falsarius Chef si chiama "cocina impostora", una cucina che strizza l'occhio ai ricettari classici, agli alimenti ricercati e agli ingredienti naturali e senza alcuna pretesa di esclusività, mostra ad un nutrito pubblico di estimatori come si possa mangiare bene anche solo usando un apriscatole.
Recentemente è tornato nella classifica dei libri più venduti in Spagna con la seconda puntata della serie dal titolo Falsarius in salsa, che il cuoco definisce "una selezione di ricette per lasciare senza parole tutti quei noiosi, petulanti e pretenziosi che credono che la cucina sia un affare per pochi eletti".

A spiegare meglio la sua filosofia ci pensa lo stesso Falsarius, che a Repubblica.it spiega: "Cucinare bene e con buoni risultati è facile, ingannare i commensali è un piacere. Mangiare bene, tanto e spendere poco è possibile: basta utilizzare lattine, barattoli di conserva e surgelati che chiunque può trovare al supermercato, maneggiarli con astuzia e con un paio di trucchi e ottenere così dei piatti che sembrano elaboratissimi - sia nel tempo di preparazione che nel denaro investito - e che invece sono tutto il contrario".
Qualche esempio? Eccovi serviti. C'è il Rin Ran Falsarius Style, patate precotte, peperoni sott'olio, tonno in scatola, olive, un uovo e condimento da cuocere in padella e adagiare su fette di pane tostato; il Foie al tempo della crisi, un medaglione di mousse di anatra in scatola - non foie gras - un barattolo di salsa di mirtillo, un bicchiere di vino e cipolla e infine il Dolce per falsi grassi, il preparato per un tortino allo yogurt, biscotti e marmellata di fragole. Un intero pasto realizzato senza alcun tipo di alimento fresco, che difficilmente farà sfigurare lo chef di turno.
Uno dei piatti più celebri è la Lasagna di aragosta fantasma, da preparare con una lattina di crema di aragosta, o i vari risotti che spesso realizza con il preparato di riso per microonde. Oltre alla popolarità raggiunta in Spagna - ad un anno dalla pubblicazione il primo libro continua ad essere un successo e il secondo sta scalando le classifiche - il cuoco iberico è stato selezionato dall'Onu, grazie alla praticità dei suoi piatti in scatola, per prendere parte al progetto umanitario "Chef contro la fame"
.
(repubblica.it)

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