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Libri E Pubblicazioni

Il gusto del cinema internazionale. In 100 e più ricette

Submitted by Pimpinella on Mer, 28/01/2009 - 20:20
Laura Delli Colli

Duecento ricette ispirate ad altrettante pellicole che hanno fatto la storia.

Dai maccheroni al pomodoro di Nando Moriconi in Un americano a Romaalla paella dei film di Almodovar,
dalla torta al cioccolato e peperoncino di Chocolat alle quaglie "en sarcophage" e al brodo di tartaruga del Pranzo di Babette, dal fegato alla veneta di Pane e tulipanialle polpette speziate delle Fate

LAura Delli Colli

ignorantidi Ozpetek. A proposito, per queste ultime ci vogliono cipolla, arancia e peperoncino, pollo, vitello, pangrattato, parmigiano e della polpa di mela. Mentre per ottenere il prodigioso pollo "Hogwarts" che mangiano i talentuosi studenti della scuola di magia di Harry Potter e la pietra filosofale ci vogliono 4 cosce di pollo, 50 grammi di burro, pangrattato, un ciuzzo di prezzemolo tritato e del sale.

Il Libro del Limone

Submitted by Pimpinella on Sab, 29/11/2008 - 10:10
limone
La regione Campania è per eccellenza la terra dei limoni. La cultura e il paesaggio inconfondibile delle coste campane sono, infatti, intimamente legati al limone, ai suoi colori e al suo profumo. E il limone è un fruttonobile, ricco di storia, un simbolo degno di questa regione famosa in tutto il mondo. Proprio per questo motivo e per lo stretto legame con questasorprendente terra che è nata l’idea di rendere omaggio ad uno dei prodotti tipici del territorio campano, con un breve libretto che non vuoleessere solo un semplice ricettario ma una divertente e curiosa “carta d’identità” di un agrume simbolo del calore, del sole e della passione che caratterizza i luoghi e la gente che vi abita…

Autore: Carmen Langellotto
Titolo volume: “Il libro del Limone” – Storia, passioni e ricette del Citrus Limon
Casa Editrice: DueffeEdizioni Prezzo: 3,00 €
Pagine: 66 pp
Lingua: italiano, inglese, francese, tedesco.

Ugo Tognazzi: Afrodite in cucina

Submitted by Pimpinella on Gio, 03/07/2008 - 18:04
Afrodite in cucina

Ugo Tognazzi aveva fama di essere gourmet e valido cuoco, dopo L'abbuffone, nel quale l'attore racconta alcune esperienze gastronomiche e descrive ricette tradizionali e non, Afrodite in cucina (Marlin Editore, 15 euro), un libro double-face, con la prima parte ('Amore e fornelli') che indaga in maniera semiseria i rapporti fra il cibo e le donne, l'effetto dei piatti afrodisiaci e così via, e una seconda, molto più corposa e riuscita, con 200 ricette accompagnate da approfonditi suggerimenti per i vini da accoppiare. Ricette tradizionali e ricette di fantasia (talvolta anche nei nomi: risotto Satyricon, astice Platonico, capriolo Ammaliato...), piuttosto cariche di ingredienti come usava al tempo, da provare con curiosità.A corredo del tutto, poi, due brevi appendici, una dedicata ai cocktail, l'altra alle 'curiosità d'Afrodite'.

Ugo Tognazzi (Cremona 1922 - Roma 1990) esordì in teatro con la compagnia di Wanda Osiris, poi formò una celebre coppia comica con Raimondo Vianello. La sua carriera cinematografica ebbe inizio nel 1950. Nel 1961 diresse Il mantenuto, di cui fu anche protagonista. Tra il 1963 e il 1988 si dedicò al cinema satirico, lavorando per registi come Marco Ferreri (L’ape regina, 1963; La donna scimmia, 1964; Marcia nuziale, 1966; La grande abbuffata, 1973) e Dino Risi (I mostri, 1963; Straziami ma di baci saziami, 1968) e dando vita alle due fortunate serie di Amici miei (1976-1985) e Il vizietto (1978-1985). Alberto Bevilacqua lo diresse in due film tratti da suoi libri: La califfa (1970) e Questa specie di amore (1972). L’interpretazione in La tragedia di un uomo ridicolo (1981) di Bernardo Bertolucci gli valse la Palma d’oro come miglior attore al Festival di Cannes. Calciatore dilettante e gran tifoso del Milan, amava anche giocare a tennis, ma la sua vera grande passione era la cucina, per cui fu ospite e consigliere gastronomico di alcuni rotocalchi, direttore della rivista “Nuova Cucina” e autore di alcuni libri: L’abbuffone. Storie da ridere e ricette da morire (1974), Il rigettario. Fatti misfatti e menù disegnati al pennarello (1978), La mia cucina (1983), Afrodite in cucina (1984).

Marie-Antoine Carême

Submitted by Pimpinella on Gio, 26/06/2008 - 22:04
Marie-Antonin Carême

Marie-Antoine Carême, detto Antonin nacque a Parigi nel 1783 da una famiglia poverissima. Bailly, il più celebre pasticciere dell'epoca, lo volle come suo apprendista all'età di sedici anni. Durante questo periodo, Carême, che non ha ancora imparato a leggere e scrivere, può finalmente dedicarsi alla propria istruzione e, autodidatta, inizia a interessarsi di architettura. Questa passione influenza anche la sua arte culinaria: le monumentali riproduzioni in zucchero di giardini e costruzioni antiche diventano presto famose in tutta Parigi. Inizia così una strepitosa carriera: cuoco di Talleyrand e di Napoleone, dopo la caduta di quest'ultimo Carême si trasferisce a San Pietroburgo, dove diventa lo chef dello Zar Alessandro I, e quindi parte per l'Inghilterra, a seguito del Principe di Galles. Gravemente ammalato, trascorre gli ultimi giorni della sua vita dettando dal letto le ultime ricette. Muore poverissimo all'età di quarantanove anni nel 1833.
Riferimento imprescindibile per appassionati dell'arte culinaria, Caréme codificò per primo l'alta cucina francese, giudicando sapori e odori nei loro reciproci rapporti, con una particolare attenzione all'estetica nella presentazione dei piatti. Tutti i segreti per una raffinata composizione dei pasti e l'arte della tavola sono rivelati nel suo testamento gastronomico, il trattato di cucina a cui Carême consacrò gli ultimi anni della sua vita.

In carne e ossa – DNA, cibo e culture dell’uomo preistorico

Submitted by Pimpinella on Gio, 22/02/2007 - 23:14
preistoria

Lunedì 26 febbraio 2007, alle ore 12.00, presso il Consiglio nazionale delle ricerche (Piazzale Aldo Moro, 7) sarà presentato il volume “In carne e ossa – DNA, cibo e culture dell’uomo preistorico”, promosso dalla Fondazione Santa Lucia e pubblicato dagli Editori Laterza. Autori del libro sono quattro professori di tre Università italiane: Gianfranco Biondi (docente di Antropologia all’Università de L’Aquila), Fabio Martini (docente di Paleontologia ed Ecologia Preistorica all’Università di Firenze), Olga Rickards (direttore del Centro dipartimentale di Antropologia Molecolare per lo studio del DNA antico dell’Università di Roma “Tor Vergata”), Giuseppe Rotilio (docente di Biochimica all’Università di Roma “Tor Vergata” e direttore del CeSAR, Centro Studi in Alimentazione e Riabilitazione della Fondazione Santa Lucia di Roma).

Il testo rappresenta una visione innovativa sull’evoluzione umana. Piuttosto che attraverso un percorso lineare, le varie specie si sono succedute le une alle altre convivendo fianco a fianco per periodi diversi. Alle nostre spalle insomma c’è un vero e proprio “cespuglio evolutivo”. Gli autori hanno utilizzato le rispettive competenze in biologia, archeologia, genetica e nutrizione per attuare un’indispensabile collaborazione e comporre la visione naturalistica dell’origine della specie umana e della sua storia. Ne è scaturita un’affascinante “rivoluzione teorica” che mette in luce come l’ambiente culturale e quello nutrizionale hanno interagito per fare dell’Uomo la specie più evoluta nel contesto naturale del pianeta Terra. Il volume viene presentato nell’ambito delle celebrazioni e degli appuntamenti del “Darwin Day” (12 febbraio) che in questo mese sono state organizzate anche in numerose città italiane.

Alla presentazione del libro interverranno tutti gli autori, preceduti da un’introduzione del Presidente del Cnr, Fabio Pistella, e del Direttore Generale della Fondazione Santa Lucia, Luigi Amadio.

per informazioni: Flavio Massimo Amadio – Ufficio Stampa Fondazione Santa Lucia 349/56.49.613 – 06/50.32.073 – fm.amadio@hsantalucia.it

Ufficio Stampa Cnr: Marco Ferrazzoli, tel. 06.4993.3383 - 320.4328820

Coccole

Submitted by Pimpinella on Gio, 22/02/2007 - 01:06
coccole

Non v'è chi non abbia, ogni tanto nella vita, desiderio di coccole.

Voglia di cioccolato, voglia di non pensare più a niente, di dimenticare ogni convenzione dedicandosi solo a se stessi. Morbide coccole, quando una densa crema o un soffice ciuffo di panna montata sono il giusto coronamento a una giornata indimenticable. Voglia di fuggire lontano, voglia di varcare i confini di tutti i giorni e lasciare che la mente viaggi sull'onda di sapori di altre terre. Coccole piccanti, quando c'è bisogno di un pizzico di brio, per dare tono alla giornata e renderla più frizzante. Voglia di qualcosa di strano, voglia di provare qualcosa di nuovo e insolito, per liberarsi dalla noia e della routine. Coccole un po' alcoliche, quando è il momento di concedersi una piccola e innocente trasgressione che non può che far bene allo spirito. Dalla giornata più radiosa a quella più nera, ogni momento è buono per concedersi una coccola di più. edizioni PIEMME

Luxuria: grammatica della cucina mediterranea

Submitted by Pimpinella on Ven, 02/02/2007 - 23:39
Luxuria

Adelchi Scarano Cultore di autori greci e latini, interoga i classici sul tema delle abitudini enogastronomiche,

da Eschilo a Erodoto, da Plinio a Marziale, da Petronio a Varriale. Con Seneca, arriva a concludere, dopo un lungo percorso, che «la fame non è ambiziosa, si accontenta di cessare»; la cucina è invece un fenomeno sociale complesso non riconducibile al bisogno di alimentarsi, anzi comincia proprio quando la fame finisce. I modelli di riferimento per le riflessioni di Seneca sono i suoi concittadini, che avevano adottato comportamenti alimentari guidati da una profunda et insatiabilis gula.

Il libro è suddiviso in cinque capitoli: tra storia e mito vengono messi in luce l'arte della cucina e quella del ricevere, il costante rapporto di godimento tra parola e cibo. Il tutto ambientato nel Mediterraneo, culla della civiltà. Dai rozzi banchetti di Odisseo, la cucina diventa un'arte dotata di regole e procedure proprie, di forza evocativa, tanto che i destini del mondo da sempre si decidono a tavola.

Jean Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto

Submitted by Pimpinella on Lun, 15/01/2007 - 00:34
fisiologia del gusto
La Fisiologia del gusto di Jean Anthelme Brillat-Savarin è un’opera curiosa come curiosa è pure la sorte che pressoché due secoli di vita le hanno riservato.
La fortuna di un libro spesso segue percorsi insondabili, crea – a torto o a ragione – monumenti dalla sacralità quasi inattaccabile, oppure muta col mutare delle mode, degli equivoci, delle intuizioni e degli abbagli. Ma può accadere anche che un libro attraversi le generazioni lasciandosi assimilare per quello che è, senza pretese; permettendo ad ognuno che lo incontri di prendere per sé quel poco o quel tanto che lo affascini o che semplicemente gli serva.
Qualcosa del genere deve essere successo anche a questa raccolta di meditazioni sulla gastronomia.
Della Fisiologia del gusto – dal 1825, anno della sua uscita – si sono susseguite, in una discreta serie, ristampe, riedizioni, traduzioni in varie lingue, versioni critiche, tirature di consumo ed edizioni di pregio.
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L'uovo alla kok

Submitted by Pimpinella on Ven, 17/11/2006 - 19:49
L'uovo alla kok

Ricette, curiosità, segreti di alta e bassa cucina, dall'insalata all'acqua, alla pastina in brodo della pensione, da Apicio a Michel Guérard, da Alexandre Dumas a Carlo Emilio Gadda, dal curato di Bregnier a san Nicolao della Flüe, con quattordici disegni di Saul Steinberg.

l'uovo alla kok
Ricette da riprodurre facilmente per le proprie cene e altre su cui ridere. Così si possono leggere pagine che insegnano il corretto uso della graticola (San Lorenzo docet) e altre che spiegano come si deve cuocere la mitica piadina romagnola, e tutto ciò molto seriamente, ma in altre la "pastina in brodo della pensione" è lo spunto per un testo di rara comicità, così come esilarante è la spiegazione dello spezzatino alla zurighese con l'excursus sulla "volgarità" tutta italiana di unire carne e pomodoro. ( www.wuz.it)

L'autore è Buzzi Aldo, l'editore: Adelphi

A tavola con i Micenei

Submitted by Pimpinella on Dom, 22/10/2006 - 08:15
micenei

“I Micenei. Archeologia, storia e società dei Greci prima di Omero”, è il volume di Massimo Cultraro, ricercatore dell’Ibam - Cnr che sarà presentato a a Roma, il prossimo 25 ottobre, alle ore 16.00.

Per secoli i poeti greci hanno cantato l’aspetto e il valore degli eroi e principi micenei. Ma che sembianze avevano realmente? Quali erano le abitudini alimentari di Menelao, Agamennone o Achille? Come curavano le ferite riportate dalla guerra? Le risposte arrivano da recenti scoperte paleoantropologiche condotte sui resti scheletrici provenienti dai Circoli funerari A e B di Micene. Esse forniscono interessanti informazioni sugli aspetti biologici e nutrizionali del gruppo dirigente protomiceneo intorno al 1700-1600 a.C, raccolte ed illustrate nel volume I Micenei. Archeologia, storia e società dei Greci prima di Omero da Massimo Cultraro, ricercatore dell’Istituto per i per i Beni archeologici e monumentali del Cnr, sezione di Catania, specialista nel settore della preistoria e protostoria dell’Egeo e autore di saggi e scritti scientifici sulla Grecia.
Carni rosse, cacciagione e pesce: erano questi gli alimenti che imbandivano le mense delle corti micenee. Una dieta decisamente proteica, diversa da quella adottata nel resto dell’Argolide.

“A rivelarlo è l’analisi della struttura dentaria e l’esame dei resti organici eseguito attraverso la tecnica della gas-cromatografia” spiega Massimo Cultraro. “A Tebe, in Beozia, una pentola conteneva uno stufato di carne di maiale preparato in un passato vegetale, mentre in un altro caso la carne suina era stata fatta bollire insieme con una minestra di legumi e verdura”. Read more

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