
Il progetto Vivi l'Europa (Programma Leonardo) offre tirocini di 13 settimane da svolgere in Regno Unito, Spagna, Malta, Belgio, Polonia, Irlanda e Francia nel settore della ristorazione.
Promosso dalla Fondazione Clerici di Milano, il progetto vuole far acquisire specifiche conoscenze e abilità pratiche professionali riferite ad alcune delle tradizioni ed abitudini culinarie nazionali presenti in Europa.
Si rivolge a 60 persone, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, in possesso di una qualifica o di un diploma nel settore della ristorazione, disoccupate, inoccupate o in cerca di prima occupazione, con una conoscenza, almeno di base, della lingua del paese di destinazione (inglese, francese, spagnolo),
Per partecipare basta presentare una domanda di ammissione (con curriculum, autodichiarazione dello stato di disoccupazione e fotocopia del titolo di studio), superare un test linguistico e svolgere un colloquio individuale che valuta attitudini e motivazione.
Scadenza: 30 aprile 2010
eggi il Bando
info: clerici@clerici.lombardia.it

Si condivide e si riporta integralmente
Tutti gli anni, non appena fa capolino la “S. Pellegrino World’s 50 best restaurants”, la classifica dei ristoranti più buoni del globo, stilata a Londra da un esercito di gourmet da tutto l’orbe terracqueo, si nota come anche i giornalisti esteri frequentino poco la nostra Penisola, finendo per venir più volentieri a mangiare sui deschi degli spagnoli sulla cresta dell’onda o dei soliti francesi. Il primo assoluto è ancora una volta El Bulli del catalano Ferran Adrià. E il secondo, anch’esso nuovamente, è il Fat Duck di Heston Blumenthal, reduce addirittura dall’intossicazione di decine di persone a Londra: voto d’incoraggiamento? Magari Blumenthal quest’anno, grazie all’ennesimo secondo posto (ma non si stufa mai di prendersi sempre e comunque l’argento? Un terzo posto mai? Un quarto? Un quinto trattabile?), si farà coraggio e cercherà di evitare lo spiacevole incidente di percorso, causato da un dipendente che si era beccato il norovirus.
E Ferran Adrià? È il cuoco forse più famoso del mondo. Per andare al suo ristorante ci sono liste d’attesa sfiancanti: per quest’anno è tutto prenotato, per il 2010 le liste si aprono a novembre. Sono due milioni le richieste che arrivano nel locale sulla Costa Brava ma i pochi eletti che riescono a sedersi a un tavolo alla fine pagano un conto di circa 200 euro, che in ogni caso non è nient’affatto sproporzionato alla fama del padrone di casa. Tutta questa ressa di clienti non dev’essere comunque sufficiente per una cucina piena di stagisti e collaboratori: il piatto piange, i conti non ridono. E allora, che ti escogità l’arcicatalano Adrià? Una pizzeria da aprire a Barcellona con suo fratello. La punta più rappresentativa della cosiddetta “cucina d’avanguardia” ispanica, per far cassa (e chi non ne ha bisogno, con questa crisi?) si puntella sull’italicissima pizza.
All’Osteria Francescana di Bottura trovi posto in uno o due giorni, e spendi circa 110 euro. Mangi bene, cucina innovativa, mai stanca, attenta alle materie prime locali (specie il Parmigiano, per cui Massimo ha una vera infatuazione da sempre). È uno dei migliori ristoranti d’Italia. Siamo sicuri che meritasse di essere solo tredicesimo? E Pinchiorri di Firenze, schiaffato addirittura al settantaduesimo posto, quindi fuori classifica? È un ristorante che ai gourmet stranieri dovrebbe piacere, perché è strutturato come un locale “americano”, curatissimo in ogni particolare, dal servizio alla cucina. Siamo sicuri che valga meno di qualche vecchia gloria nazionale francese presente in lista con punteggi decisamente lusinghieri? E il Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini di San Vincenzo (Livorno), che perde 16 posizioni? Una vasta parte di gastronomi non inesperti lo considera il ristorante più buono d’Italia: tutti incompetenti? Per altri il migliore è Massimiliano Alaimo, patron delle Calandre di Rubano (Padova), il più giovane chef tristellato della storia della Michelin: qui è quarantanovesimo. Non parliamo dell’altro grande d’Italia, Vissani, che non è nemmeno citato di striscio. E di Heinz Beck, un gigante che non è stato aiutato nemmeno dalla sua collocazione in un grande albergo romano.
I giornalisti italici presenti alle assise delle votazioni non hanno colpa: votando per regolamento non possono sbilanciarsi sui connazionali. Ma gli altri? Non penseranno magari di fare giretti più approfonditi qui da noi? Sappiamo che Vissani non è “comodo aereo”, ma l’Italia è così. Dobbiamo venir declassati solo perché non si arriva col metrò sotto casa dei cuochi? Meglio prendere queste classifiche così come sono: dei simpatici giochi e nulla più. (http://www.libero-news.it

La storia, il film, la smentita, la smentita della smentita... La focaccia dunque sembra essere alla bufala senza mozzarella :( ma il film, uscito or ora, potrebbe essere anche carino data la presenza affettuosa di nomoni acchiappaspettatori come Arbore, Banfi, Placido etc. Chi vedrà, dirà.
Intanto leggete qui:
Nel 2001, ad Altamura, provincia di Bari, vengono inaugurati ben 550 metri quadri di McDonald's, doveva essere un vero trionfo
clara on aprile 15th, 2009
Sono nata e vivo ad Altamura e ci terrei ad informarvi che la storia del piccolo fornaio altamurano che sconfigge McDonald’s è completamente inventata. Bella, affascinante, intrigante ma completamente inventata.
Quando il piccolo fornaio ha aperto la sua rivendita, era già stato deciso di chiudere il McDonald’s di Altamura perchè ipertrofico. Abbastanza frequentato ma non a sufficienza. In città lo sapevano tutti e lo ha confermato subito dopo la chiusura il manager responsabile che ha ammesso l’errore di valutazione. Aspettavano solo che scadesse il contratto, due o tre mesi dopo. Occupava una superficie sconfinata, in centro, con un affitto elevatissimo. Figurarsi che ora nello stesso locale ci sono, comodamente, una banca ed un negozio di abbigliamento. A Bari, l’unico McDonald’s della città occupa una superficie dieci volte inferiore.
La trovata pubblicitaria per lanciare il piccolo fornaio, è frutto della mente vulcanica di un buontempone (che conosco molto bene) che ha fatto anche il giornalista per un importante quotidiano nazionale, che non esiste più. Spesso inventa notizie affascinanti, ma quasi sempre non ci crede nessuno. In questo caso la cosa gli è sfuggita di mano: prima ci è cascato (non so quanto in buona fede) un ex collega che l’ha pubblicata su di un famoso settimanale nazionale, poi ci è cascato un ignaro giornalista di Liberation e infine ci è (quasi completamente) cascato un giornalista del New York Times. La notizia ha fatto il giro del mondo ma, ripeto, era inventata. Sarebbe stato bello che fosse vera. Adesso fa comodo continuare a diffonderla anche perché ha un grande fascino: Davide che sconfigge Golia e cose simili. Diventare famosi fa piacere a tutti.
Ho due figli adolescenti e vi posso garantire che loro e tutti i loro coetanei, la focaccia non sanno neppure cosa sia. Preferiscono ingozzarsi con equivoci panini e pizzette scongelate (prodotte chissà dove con chissà cosa) in rumorosi locali sempre pienissimi. Nel locale di McDonald’s, almeno l’igiene era garantita, i lavoratori avevano un contratto, venivano pagati regolarmente e non erano sfruttati lavorando più del previsto. Nei locali che frequentano i nostri figli, tutto questo non è quasi mai vero. E lasciamo perdere anche la qualità di certi prodotti da forno venduti in alcune panetterie (compresa quella del piccolo fornaio).
Andate a vedere il film, ma sappiate che NON si basa su di una storia vera.
nel gennaio 2006, Rocco Moliterni dedicò al panettiere di Altamura un gran bell’articolo sulla Stampa, http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=50&ID_articolo=28&ID_sezione=75&sezione=Societ%E0 , al punto da pensare di premiarlo come artigiano a Identità Golose. non se ne fece nulla perché qualcosa nella storia non tornava, in pratica sui tempi di chiusura del fast food e di apertura della focacceria
quindi credo proprio che la signora Clara esista e abbia ragione(tra l’altro, credo anche di conoscerla).
solo a Milano conosco tre McDonalds che hanno chiuso e al posto di uno, alcuni mesi dopo, hanno aperto una gelateria. solo che se a Milano si scrivesse che un gelatiere ha sfrattato il colosso del BigMac verrebbe sbugiardato subito, mentre Altamura sembra stare su Marte per mancanza di riscontri certi
buon tutto
Cara signora clara,
la sua mail sembra sponsorizzata dal mcdonald’s! è proprio sicura che le grandi catene dei fast food servano cibo di qualità e che non vi siano forme di sfruttamento dei lavoratori nei grandi colossi?
Faccia mangiare la focaccia ai suoi figli e li educhi al gusto della qualità.
Il film l’ho visto ed è un piccolo gioiellino. Tra l’altro ospita al suo interno anche pareri favorevoli al mcdonald’s (gli anziani compravano la focaccia e poi andavano a mangiarla all’interno dei locali mcdonald’s per godersi il fresco dell’aria condizionata!). non c’è niente di preconcetto o ideologico e la storia è assolutamente vera!
Scritto da Giovanna, il 17 Aprile, 2009 at 23:17

All'Hotel Admiral di Rimini 'Gourmet senza glutine', 5 cene a tema per formare gli operatori della ristorazione su celiachia e tecniche della cucina senza glutine.
Si tratta di un progetto per venire incontro alle esigenze alimentari dei circa 600 celiaci diagnosticati sul territorio, ma anche per fornire un servizio più qualificato ai turisti.
Pesce azzurro, carne, pasta, salumi, verdure, dolci saranno i protagonisti delle cinque serate. Cosimo Di Stasi, per 30 anni chef al Grand Hotel, dimostrerà come si può fare alta cucina anche senza glutine. Le cene a tema saranno accompagnate dall'intervento di esperti del settore. (Newsrimini.it)

Naso e occhiali finti, cappello e grembiule neri, baffi e bandana rossa legata al collo: che sia un cuoco sui generis lo si capisce al primo sguardo.
Il segreto di Falsarius Chef si chiama "cocina impostora", una cucina che strizza l'occhio ai ricettari classici, agli alimenti ricercati e agli ingredienti naturali e senza alcuna pretesa di esclusività, mostra ad un nutrito pubblico di estimatori come si possa mangiare bene anche solo usando un apriscatole.
Recentemente è tornato nella classifica dei libri più venduti in Spagna con la seconda puntata della serie dal titolo Falsarius in salsa, che il cuoco definisce "una selezione di ricette per lasciare senza parole tutti quei noiosi, petulanti e pretenziosi che credono che la cucina sia un affare per pochi eletti".
A spiegare meglio la sua filosofia ci pensa lo stesso Falsarius, che a Repubblica.it spiega: "Cucinare bene e con buoni risultati è facile, ingannare i commensali è un piacere. Mangiare bene, tanto e spendere poco è possibile: basta utilizzare lattine, barattoli di conserva e surgelati che chiunque può trovare al supermercato, maneggiarli con astuzia e con un paio di trucchi e ottenere così dei piatti che sembrano elaboratissimi - sia nel tempo di preparazione che nel denaro investito - e che invece sono tutto il contrario".
Qualche esempio? Eccovi serviti. C'è il Rin Ran Falsarius Style, patate precotte, peperoni sott'olio, tonno in scatola, olive, un uovo e condimento da cuocere in padella e adagiare su fette di pane tostato; il Foie al tempo della crisi, un medaglione di mousse di anatra in scatola - non foie gras - un barattolo di salsa di mirtillo, un bicchiere di vino e cipolla e infine il Dolce per falsi grassi, il preparato per un tortino allo yogurt, biscotti e marmellata di fragole. Un intero pasto realizzato senza alcun tipo di alimento fresco, che difficilmente farà sfigurare lo chef di turno.
Uno dei piatti più celebri è la Lasagna di aragosta fantasma, da preparare con una lattina di crema di aragosta, o i vari risotti che spesso realizza con il preparato di riso per microonde. Oltre alla popolarità raggiunta in Spagna - ad un anno dalla pubblicazione il primo libro continua ad essere un successo e il secondo sta scalando le classifiche - il cuoco iberico è stato selezionato dall'Onu, grazie alla praticità dei suoi piatti in scatola, per prendere parte al progetto umanitario "Chef contro la fame".
(repubblica.it)
Nelle isole Svalbard - sperduto arcipelago a circa 1000 chilometri dal Polo Nord - è stata costruita una cripta blindata capace di contenere fino a tre milioni di semi.Alla temperatura naturale di -18 gradi, la cripta, coperta dal permafrost, consentirà di mantenere intatte le sementi per centinaia o migliaia di anni.
E’ stato calcolato, ad esempio, che l’orzo preservato all’interno della Svalbard Global Seed Valult sopravviverà per 2.000 anni, il grano per 1.700 anni ed il sorgo addirittura per 20.000 anni.
Questa iniziativa, è nata da un progetto della Fondazione Globale per la Diversità delle Sementi, salverà un patrimonio storico dell'Umanità da catastrofi naturali o provocate dall'uomo. Al mondo esistono oggi circa 400 banche dei semi, ma sono tutte di carattere commerciale, e spesso situate in zone che non offrono garanzie di sicurezza in caso di guerre o altri disastri.
Questo progetto si pone invece come un'iniziativa per l'Umanità, privo di carattere economico.
La Norvegia sarà proprietaria della cripta, ma i semi resteranno di proprietà dei paesi che parteciperanno al progetto. Già 100 paesi hanno comunicato la loro adesione a quello che costituisce un significativo passo in difesa del nostro pianeta.

Ignominia! Al rogo la guida. Riportiamo integralmente l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera:
Alcuni cibi favoriscono il buon umore, riducono lo stress e la depressione aumentando il livello di serotonina nel cervello. Ma anche il semplice atto del cucinare ha effetti positivi sull'equilibrio mentale.
Cucinare rilassa, crea nuovi sapori e dona la soddisfazione di gustare ciò che si è preparato con le proprie mani. Quest'attività induce il buon umore, ma non solo...
Kelly Lambert, docente e presidente del Dipartimento di psicologia del Randolph-Macon College ad Ashland, in Virginia, considera la cucina uno dei migliori luoghi per curare le alterazioni dell'umore, senza intervenire in modo invasivo sull'organismo.
I casi di persone afflitte da disturbi dell'umore sono in continuo aumento. Nel corso delle sue ricerche sperimentali la dottoressa Lambert ha verificato che il "circuito" del cervello responsabile dei vuoti emozionali, dei cattivi pensieri e di altri sintomi della depressione può essere stimolato attraverso lavori manuali (diverse aree del cervello controllano il movimento delle mani).
Secondo la Lambert non è un caso che la percentuale di persone depresse sia aumentata con l'evolversi della tecnologia. Scaldiamo gli alimenti schiacciando un pulsante del microonde, acquistiamo cibi già preparati, svolgiamo gran parte delle attività senza alcun coinvolgimento, in modo freddo e meccanico.
Per questo motivo consiglia l'atto del cucinare come vera e propria medicina alternativa per i disturbi dell'umore, unitamente ad altre attività manuali come il giardinaggio, il cucito...
Questo e molto altro di più potete trovarlo sul sito: http://www.wellnesscucina.com

Si chiama "I Primi d'Italia" ed è il Festival Nazionale dei Primi Piatti. Pasta, riso, zuppe, gnocchi e polenta sono i protagonisti della maratona culinaria giunta alla X edizione, che avrà luogo a Foligno (Pg) dal 25 al 28 settembre. Una manifestazione appetitosa, unica nel suo genere, capace di promuovere tutto tondo la cultura del primo piatto in tavola. Il tema dei questa edizione è "tradizione ed innovazione". L'intero centro storico di Foligno vestito a festa, accoglierà degustazioni, lezioni di cucina, dimostrazioni di grandi chef, momenti di cultura e di spettacolo.
E sul palcoscenico agnolotti, bucatini, capelli d'angelo, spaghetti, eliche, farfalle, ravioli, conchiglie, penne e orecchiette ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un primo d'eccellenza. E tra gli appuntamenti alla scoperta della pasta spiccano quelli pensati per i bambini e gli incontri didattici per gli appassionati: i faccia a faccia con i grandi chef, le accademie del gusto e i master in primi piatti. Nella passata edizione le 25 location del centro storico, suggestivi luoghi medievali, (taverne storiche, chiostri, palazzi, ecc.) hanno servito 180.000 degustazioni utilizzando 12.000 kg di pasta per la preparazione di 625 nuove ricette. Impossibile mancare

E’ andata ad una coppia tedesca - Timo Deister e Sascha Mnich, di Magonza - la prima tappa del “Griglie roventi tour”, il Campionato mondiale di barbecue itinerante partito dai 1.800 metri di quota del Monte Baldo (Verona). I due cuochi teutonici sono stati giudicati i migliori tra le 43 coppie che si sono sfidate sul monte che sovrasta il Lago di Garda. Unico il piatto di partenza per tutti i concorrenti, che dovevano cucinare alla griglia una costata di carne bovina veneta, potendo sbizzarrisi invece su salse e condimenti. La coppia tedesca ha raccolto i consensi della giuria tecnica, composta dagli chef dell’Associazione Italiana Cuochi, proponendo un piatto dalla cottura e cauterizzazione perfette, insaporito da una salsa a base di olio di oliva e basilico fresco. Alla prima tappa di “Griglie roventi” hanno partecipato team provenienti da Germania, Austria, Inghilterra, Stati Uniti, e Italia, tutti turisti in vacanza sul lago di Garda. Il loro entusiasmo si è fuso con quello del pubblico, circa 2000 appassionati della montagna ma anche delle specialità alla girglia. Dietro al duo di Magonza si sono classificati Luca Trespidi e Antonio Del Grosso, di Milan, al terzo posto Stefano Testa e Francesco Girelli, di Malcesine. Tappa successiva domenica 13 luglio a Belluno. (Fonte: Ansa.it)
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